Vertigini, ipertensione, confusione sono sintomi da stress e ansia generalizzata

Vertigini, ipertensione, confusione sono sintomi da stress e ansia generalizzata
Created by potrace 1.16, written by Peter Selinger 2001-2019 Created by potrace 1.16, written by Peter Selinger 2001-2019

Valeria Falovo

Biografia.

Vertigini ricorrenti, sensazione di confusione mentale incluse inspiegabili perdite di memoria, pressione arteriosa alta, sono fra i sintomi più frequenti con cui le persone si recano dal medico o al pronto soccorso per ricevere cure e diagnosi pensando a problemi cardiaci o neurologici. Spesso gli accertamenti danno esito negativo e sul referto si può leggere “sindrome ansiosa” o altre terminologie che riportano al mondo psicologico.

L’ansia generalizzata si può definire con una sintomatologia varia, della durata di almeno 6 mesi e si configura proprio come una sensazione di fondo che accompagna l’individuo senza che ne abbia completa consapevolezza. Diverso dall’ansia specifica – paura per un esame, per un evento importante – o dalla fobia – reazione di paura verso uno stimolo specifico – questo disturbo risulta essere più vago e indefinito, spesso descritto dalle persone come “stress”.

Cos’è l’ansia e a cosa ci serve (ed è servita per secoli)

L’ansia è un’emozione tipicamente umana che si evolve dall’emozione base di paura che condividiamo con gli altri mammiferi: evolutivamente la paura nasce per tenerci al sicuro preparando il corpo ad affrontare un pericolo, grazie alle cosiddette “reazioni attacco/fuga”.

In questi momenti la frequenza cardiaca aumenta (tachicardia) e il respiro si fa affannoso (dispnea) così da irrorare i muscoli degli arti inferiori (le famose “gambe che tremano” o “gambe molli” di quando si è spaventati) preparando l’individuo ad uno sforzo fisico notevole.

L’ansia risulta invece essere anticipatoria di una minaccia reale o percepita, andando a preparare ancora prima che lo stimolo spaventoso si manifesti: è dunque una pre-occupazione, un occuparsi prima, motivo per cui può diventare generalizzata perché potenzialmente grazie alle nostre capacità previsionali possiamo mentalmente “occuparci prima” di tantissime cose. I cosiddetti periodi stressanti dunque possono essere descritti come fasi in cui le preoccupazioni si estendono a macchia d’olio ma possono avere la particolarità di rimanere in sottofondo o di rappresentare proprio un funzionamento di base.

Sintomi fisici dello stress: vertigini, ipertensione, emicranie e ottundimento

Ecco quindi che alcuni sintomi fisici come le vertigini, l’ipertensione, il senso di confusione e ottundimento non vengono ricollegati direttamente alla componente cognitiva e ai pensieri che in sottofondo prendono tutto lo spazio mentale (rimuginio) e l’attenzione dell’individuo viene tutta rivolta alla componente fisica (sintomi e segnali corporeo).

Basandosi sull’attività del nervo vago l’ansia ha un corollario di reazioni corporee tipiche che, se lette all’interno della cornice evoluzionista, assumono il senso di mantenere il corpo in allerta e pronto ad agire; anche l’ansia fisiologica e funzionale, rivolta a obiettivi, traguardi e desideri, ha lo scopo di indirizzare le nostre scelte e azioni e in questo senso coinvolge anche il corpo mantenendolo in uno stato di cosiddetto arousal dove la concentrazione e le attività di pianificazione devono funzionare al massimo.

Il nervo vago interviene in questi meccanismi e attraversando tutto il corpo, dal cranio fino all’addome, può comportare una svariata serie di modificazioni corporee come appunto vertigini, senso di svenimento, emicranie, confusione mentale e tachicardia, oltre a problemi legati all’area addominale come disturbi gastro-intestinali o irregolarità del ciclo mestruale.

La presenza di pensieri e rimuginii dunque comporta un’attivazione costante del sistema simpatico che tramite il nervo vago tenderà a mantenere lo stato di arousal corporeo (da qui spesso l’ipertensione) e provocare spiacevoli sintomatologie avvertite come disturbanti fino a diventare esse stesse lo stimolo spaventoso. Si ha quindi paura della paura, preoccupandosi della propria attivazione corporea avvertita e descritta dalle persone come improvvisa, insensata, eccessiva e invalidante.

Vertigini da stress: come e quando si manifestano?

Le vertigini possono manifestarsi sia come sintomo estemporaneo durante una situazione particolarmente stressante, sia in modo più cronico e ricorrente quando una persona attraversa un periodo particolarmente impegnativo e stressante.

Se sono legate a un episodio specifico le vertigini possono comparire improvvisamente in momenti di alta tensione, come durante una riunione importante o un evento carico di aspettative. In situazioni di ansia cronica, invece, possono presentarsi in maniera più frequente, anche in assenza di un immediato fattore scatenante evidente – i cosiddetti trigger esterni – come risultato dello stato di allerta costante in cui si trova il corpo.

Ad esempio, un individuo che vive un periodo prolungato di stress lavorativo può iniziare a sperimentare vertigini non solo nei momenti di maggiore pressione, ma anche in situazioni quotidiane, come durante una passeggiata o mentre è seduto a casa. Questo accade perché il sistema nervoso autonomo, responsabile della regolazione delle funzioni corporee involontarie, può risultare iper-attivato, portando a sintomi fisici come le vertigini, che possono manifestarsi apparentemente senza preavviso e senza motivo.

Tachicardia dovuta all’ansia generalizzata

La tachicardia, come le vertigini, è uno dei segnali più riconoscibili e tipici durante un episodio di ansia acuta: la frequenza cardiaca può aumentare in modo repentino ed è spesso accompagnata da altri sintomi come sudorazione, tremori e una sensazione di panico. Questo accade perché il corpo, in risposta a una percezione di pericolo, attiva il sistema nervoso simpatico, provocando un aumento della frequenza cardiaca.

Ad esempio, una persona potrebbe sperimentare tachicardia immediatamente prima di una attività lavorativa fondamentale per la propria carriera o durante una discussione conflittuale. È una reazione naturale del corpo che prepara a rispondere a una situazione percepita come minacciosa.

In contesti cronicizzati, invece, la tachicardia può diventare un sintomo ricorrente. L’ansia costante mantiene il sistema nervoso in uno stato di allerta prolungato, causando una persistente iperattivazione del sistema simpatico. Di conseguenza, la persona può avvertire episodi di tachicardia anche in assenza di un fattore scatenante immediato.

Chi sono gli individui più a esposti all’insorgere di sintomi fisici? 6 Condizioni tipiche di rischio

Le persone adulte e in età evolutiva maggiormente a rischio di sperimentare sintomi fisici dell’ansia appartengono a diverse categorie, influenzate da una combinazione di fattori genetici, psicologici e ambientali. Tra questi, possiamo includere:

  1. Persone con una predisposizione genetica. La familiarità con disturbi d’ansia dell’umore può aumentare la probabilità di sperimentare sintomi fisici legati a queste condizioni. Se un familiare stretto ha sofferto di ansia o disturbi correlati, le possibilità che un individuo sviluppi sintomi simili aumentano.
  2. Individui con personalità ansiosa o perfezionista. Le persone che tendono a preoccuparsi eccessivamente o che hanno un alto bisogno di controllo possono essere più suscettibili a manifestare sintomi fisici dell’ansia e dello stress.
  3. Lavoratori in ambienti ad alta pressione. Un ambiente lavorativo particolarmente competitivo e richiedente può rappresentare un fattore scatenante per lo sviluppo di sintomi fisici legati ai disturbi d’ansia.
  4. Studenti e giovani adulti. Questo gruppo è spesso sotto pressione per eccellere accademicamente e professionalmente, affrontando al contempo sfide personali e sociali. La gestione delle aspettative e delle responsabilità può contribuire a elevati livelli di stress e ansia.
  5. Caregiver. Coloro che si prendono cura di familiari malati o anziani spesso affrontano un notevole stress emotivo e fisico, che può portare a sintomi di ansia.
  6. Soggetti con abitudini di vita malsane. L’abuso di sostanze, una dieta povera, la mancanza di esercizio fisico e il sonno insufficiente possono tutti contribuire a un aumento dell’ansia e dello stress, rendendo più probabile la comparsa di sintomi fisici.

La psicoterapia come soluzione ai sintomi fisici dell’ansia e dello stress

Una volta che il medico di base ha escluso la presenza di patologie organiche si viene spesso indirizzati verso percorsi di psicoterapia per imparare a regolare il tono dell’umore.

I metodi e le tecniche per affrontare l’ansia generalizzata sono molteplici e puntano a due obiettivi principali: scoprire il proprio funzionamento cognitivo e conoscerlo a fondo, cominciando a comprendere le cause che stanno a monte delle reazioni corporee riportate come spiacevoli. Accanto a questo lavoro cognitivo-relazionale si può imparare a regolare gli stati ansiosi tramite tecniche di respirazione e rilassamento.

Un aspetto cruciale di questo processo è l’auto-consapevolezza. Comprendere come la propria mente interpreta e reagisce agli stimoli esterni è il primo passo per riconoscere e interrompere i circoli viziosi dell’ansia. Questo può includere l’identificazione di pensieri automatici negativi, l’analisi delle proprie credenze limitanti e l’esplorazione delle esperienze passate che possono contribuire a sentimenti di ansia persistente. Un lavoro approfondito su questi aspetti consente di affrontare le radici cognitive dell’ansia e di sviluppare strategie più efficaci per gestirla.

Esercizi e tecniche pratiche per ridurre i sintomi fisici dello stress

Parallelamente a questo approccio cognitivo, è importante imparare tecniche di regolazione degli stati ansiosi che agiscono direttamente sul corpo. Una delle tecniche più efficaci è il respiro diaframmatico, che interviene sul nervo vago, la parte del sistema nervoso che aiuta a controllare la risposta di rilassamento del corpo, già citato in precedenza. Respirare profondamente, utilizzando il diaframma, può ridurre la frequenza cardiaca e abbassare i livelli di stress, favorendo una sensazione di calma e benessere.

Accanto al respiro diaframmatico, le tecniche di rilassamento progressivo, come il rilassamento muscolare progressivo, possono essere molto utili. Queste tecniche comportano la tensione e il successivo rilassamento di diversi gruppi muscolari del corpo, contribuendo a ridurre la tensione fisica associata all’ansia.

La meditazione, in particolare la mindfulness, offre un ulteriore supporto significativo nella gestione dell’ansia. La mindfulness, che consiste nel prestare attenzione in modo intenzionale al momento presente senza giudicare, aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri pensieri e sensazioni. Questa pratica può ridurre la tendenza a rimuginare su preoccupazioni future o passate, favorendo una maggiore accettazione e una risposta più equilibrata agli eventi stressanti.

Quali sono i sintomi di un forte stress?

I sintomi di un forte stress includono mal di testa, tensione muscolare, affaticamento, problemi di sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione e palpitazioni.

Come capire se è stress o ansia?

Gli episodi o attacchi di ansia si manifestano come una risposta a una situazione esterna o interna ma circoscritta e più facilmente identificabile e tende a diminuire una volta risolta la situazione. L’ansia generalizzata è una preoccupazione persistente e irrazionale che persiste anche in assenza di una minaccia specifica e che diventa una modalità di sottofondo che permea tutte le aree di vita come il lavoro, la famiglia, le relazioni.

Come si manifestano le vertigini da stress?

Le vertigini da stress si manifestano con una sensazione di instabilità o di movimento rotatorio dell’ambiente circostante. Possono essere accompagnate da nausea, sudorazione, pallore e aumento della frequenza cardiaca.

Come capire se i giramenti di testa sono dovuti all’ansia?

I giramenti di testa dovuti all’ansia sono spesso associati a situazioni stressanti o ansiose. Solitamente, non sono causati da problemi fisici evidenti e tendono a migliorare una volta gestito il livello di stress o l’ansia.

Quanto durano i giramenti di testa da ansia?

I giramenti di testa da ansia possono durare da pochi minuti fino a diverse ore, a seconda della gravità dell’ansia e della capacità della persona di gestirla. Possono essere sporadici o ricorrenti, a seconda della gravità del quadro ansioso e dal livello di cronicizzazione del disturbo.

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