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Tecnica EMDR: alcuni esempi pratici nella terapia per la desensibilizzazione e la rielaborazione dei ricordi traumatici

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Ritratto di Beatrice Sacconi - Psicologa e psicoterapeuta presso Centro Clinico Torino

Beatrice Sacconi

Biografia.

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è uno strumento psicoterapeutico utilizzato per trattare esperienze traumatiche, ansie e stress post-traumatico.

È una tecnica innovativa, basata sulla rielaborazione delle memorie dolorose attraverso movimenti oculari guidati o tapping, che consentono alla persona di “disconnettere” il carico emotivo invasivo associato a determinati ricordi, portandoli ad una rielaborazione più funzionale.

In questo articolo esploreremo come funziona concretamente la tecnica EMDR, illustrando alcuni passaggi pratici coinvolti nella seduta terapeutica, spiegando il ruolo dei movimenti oculari e del tapping e fornendo esempi chiari per aiutarti a capire meglio questa terapia.

Che cosa significa che l’EMDR è un approccio centrato sulla persona?

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) si basa sul modello dell’Elaborazione Adattiva dell’Informazione (Adaptive Information Processing – AIP), che fornisce una spiegazione su come avvenga il cambiamento positivo durante il trattamento.

Questo modello suggerisce che tutti gli esseri umani abbiano un sistema naturale che è predisposto per elaborare in modo funzionale le informazioni cognitive, emotive e sensoriali collegate a un determinato evento, esattamente come quello che avviene durante la cicatrizzazione di una ferita.

Questo modello può essere definito un approccio “centrato sul paziente” poiché si fonda sull’idea che ogni individuo abbia una capacità innata di autoguarigione e di rielaborazione dei propri vissuti, che il terapeuta facilita ma non impone.

L’EMDR non cerca di modificare direttamente i contenuti della memoria, ma promuove un processo spontaneo di rielaborazione, rispettando il ritmo e le necessità individuali della persona. Il paziente è al centro dell’intervento, poiché l’intera terapia si basa sulle sue specifiche esperienze, emozioni e bisogni.

Le fasi della terapia EMDR

Tutte le fasi dell’EMDR sono fondamentali perché ognuna contribuisce a un aspetto specifico del processo terapeutico e garantisce un trattamento sicuro ed efficace. Ogni fase ha uno scopo chiaro, dalla raccolta di informazioni fino alla risoluzione dei traumi, e se una fase viene saltata o non viene completata correttamente, l’intero processo può risultare inefficace o addirittura controproducente.

È importante sottolineare anche che, essendo un approccio centrato sulla persona ogni fase può avere durata differente a seconda del paziente.

In questo articolo ci concentreremo sulle fasi di desensibilizzazione e rielaborazione, dove si utilizzano il movimento degli occhi o il tapping.

Cosa succede durante la desensibilizzazione?

Nella fase di desensibilizzazione, il paziente viene guidato attraverso la stimolazione bilaterale mentre focalizza l’attenzione sul ricordo traumatico. Questo è il punto in cui il movimento oculare o il tapping diventano strumenti pratici.

Durante la fase di desensibilizzazione, i pazienti possono provare diverse sensazioni fisiche ed emotive. È comune che si presentino pensieri intrusivi, nuove immagini, sensazioni corporee come una sensazione di leggerezza o calore. Questi segnali indicano che il cervello sta lavorando per processare il ricordo traumatico.

È importante sottolineare che l’obiettivo dell’EMDR non è cancellare il ricordo del trauma, ma ridurne la carica emotiva. Dopo diverse sessioni, i pazienti riferiscono spesso che possono ricordare l’evento traumatico senza sentirsi sopraffatti dalle emozioni o sensazioni negative.

Il movimento degli occhi: come funziona?

Uno dei metodi più comuni utilizzati nella terapia EMDR è il movimento oculare guidato. Una volta concordata con il paziente la distanza fisica più comoda, il paziente inizia a seguire con gli occhi i movimenti della mano del terapeuta che si sposta da destra a sinistra.

Il terapeuta esegue movimenti che possono essere più o meno rapidi a seconda della fase e il paziente deve cercare di mantenere l’attenzione su ciò che la sua mente riporta, senza cercare di modificare o sopprimere il flusso di pensieri o sensazioni, nella consapevolezza che non ci sono cose giuste o sbagliate.

Durante la stimolazione paziente e terapeuta sono in silenzio e, una volta terminata (si tratta solitamente di stimolazioni bilaterali della durata compresa tra i 30 e i 90 secondi), si condivide ciò che è emerso. Il terapeuta chiederà al paziente cosa ha notato o sentito durante l’esercizio: è possibile che il paziente riporti un cambiamento nell’intensità emotiva del ricordo o che emergano nuovi aspetti del trauma.

Gradualmente, attraverso cicli successivi la carica emotiva legata al ricordo diminuisce, e il paziente inizia a vedere l’evento con maggiore distacco e meno angoscia.

Esempio pratico di seduta EMDR e movimento oculare

Provando a fare un esempio concreto, immaginiamo che un paziente abbia subito un incidente stradale e si senta terrorizzato ogni volta che vede una macchina.

Durante la sessione di EMDR, il terapeuta potrebbe chiedere al paziente di visualizzare l’incidente, concentrandosi sulle emozioni provate, mentre segue i movimenti oculari della mano del terapeuta. Durante questa fase, possono emergere immagini, pensieri o sensazioni fisiche.

Il Tapping: un approccio alternativo

Oltre ai movimenti oculari, l’EMDR utilizza anche altre forme di stimolazione bilaterale, come il tapping. In questo caso, il terapeuta o il paziente stesso stimola ritmicamente il tatto con tocchi leggeri, alternati tra il lato destro e sinistro del corpo. Il tapping può essere eseguito sulle mani, sulle ginocchia o sulle spalle, e offre una valida alternativa per chi trova difficoltà a concentrarsi con i movimenti oculari.

Immagina che una persona con fobia degli aerei stia lavorando sulla sua paura di volare. Durante la fase di desensibilizzazione, il terapeuta potrebbe chiedere al paziente di concentrarsi su un’immagine specifica, come il momento del decollo. Mentre il paziente visualizza l’immagine, il terapeuta o il paziente stesso esegue un tapping alternato sulle ginocchia.

Come per il movimento degli occhi, anche in questo caso l’obiettivo è mantenere l’attenzione sul ricordo traumatico e permettere al cervello di rielaborarlo in un modo meno angosciante. 

Il terapeuta, infatti, ripeterà diverse serie di tapping finché il ricordo traumatico non diventa meno disturbante per il paziente.

Cosa succede durante la fase dell’installazione?

Questa fase è importante perché si concentra sull’integrazione di una nuova credenza positiva legata al ricordo traumatico. Dopo aver ridotto l’impatto emotivo del trauma nella fase di desensibilizzazione, il terapeuta aiuta il paziente a “installare” una nuova credenza adattiva e più funzionale che può far aiutare a riconsiderare l’evento da una prospettiva diversa.

Questa nuova convinzione, come ad esempio “sono al sicuro ora” o “sono forte”, viene rafforzata per sostituire le vecchie credenze disfunzionali legate al trauma, come “sono impotente” o “non valgo nulla”.

L’installazione è cruciale perché contribuisce a consolidare il cambiamento, favorendo una percezione di sé più positiva e una guarigione duratura.

Anche in questo caso, vengono utilizzati i movimenti oculari o il tapping per fissare questa nuova immagine positiva. A differenza della fase precedente le stimolazioni sono più brevi (15 secondi) e delicate, poiché servono a rafforzare una nuova percezione positiva anziché a processare un’emozione dolorosa. Il paziente si concentra su come questa nuova credenza si manifesta nel corpo, verificando se la sente vera e integrata.

Il terapeuta può fare diverse serie di tapping, chiedendo di tanto in tanto al paziente di valutare quanto questa nuova credenza si sente vera, solida e integrata.

Riprendendo l’esempio precedente, un paziente che ha lavorato sul superamento di un trauma legato a un incidente stradale, dopo aver desensibilizzato l’emozione di paura legata al trauma, può concentrarsi su una nuova convinzione come “ora sono al sicuro” durante la fase di installazione. Il tapping viene usato per amplificare questa sensazione di sicurezza, rendendola parte della nuova rete di memoria.

Conclusione

La terapia EMDR rappresenta un approccio altamente strutturato ma flessibile che permette ai pazienti di affrontare e rielaborare i ricordi traumatici in modo sicuro ed efficace. Ogni fase ha un ruolo specifico e interconnesso che, se completato correttamente, porta a una riduzione significativa del disagio emotivo associato ai traumi. Questa tecnica rispetta il ritmo naturale del paziente, rendendola un potente strumento centrato sulla persona, che facilita il percorso di autoguarigione e recupero emotivo.

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