Valutazioni neuropsicologiche per l’anziano

La neuropsicologia clinica è una branca della psicologia che si occupa di diagnosi e riabilitazione/stimolazione delle patologie a carico del sistema nervoso centrale, tra cui l’Alzheimer, il Parkinson e le demenze. La parte diagnostica, di cui noi ci occupiamo, consiste nel far svolgere una serie di test al paziente, al fine di valutare lo stato di una particolare funzione cognitiva.

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Come funziona il percorso?

ritrovare il benessere

Al Centro Clinico Torino ogni persona viene seguita da un singolo psicoterapeuta, scelto in base alle sue esigenze e caratteristiche individuali, nonché alla formazione e competenza della terapeuta.

L’intera équipe segue ogni caso da quando accede al Centro, si confronta per assegnare e individuare il professionista più adatto e rimane costantemente aggiornato sul percorso terapeutico tramite una continua attività di monitoraggio e confronto.

La neuropsicologia clinica è una branca della psicologia che si occupa di diagnosi, stimolazione e riabilitazione delle patologia a carico del sistema nervoso centrale, quali:

  • Alzheimer
  • Parkinson
  • demenze vascolari e fronto-temporali
  • nel caso di danni cerebrovascolari (ictus, emorragie, aneurismi)
  • tumori cerebrali
  • traumi cranici.

Percorso di valutazione neuropsicologia

La parte diagnostica consiste nel far svolgere una serie di test al paziente, sia computerizzati sia con matita su un foglio.

Attraverso questi test è possibile valutare lo stato di una particolare funzione cognitiva: dalla memoria al linguaggio alle funzioni esecutive.

Al Centro effettueremo un primo colloquio con la persona e i suoi familiari, al fine di raccogliere l’anamnesi e somministrare i primi test di screening per le funzioni cognitive.

Un secondo incontro (e un terzo, qualora la complessità lo richiedesse) per valutare quali funzioni cognitive sono state coinvolte dalla patologia e l’entità della stessa.

Infine, in un ultimo colloquio, illustreremo alla persona e ai suoi familiari la diagnosi funzionale.

In caso di patologie degenerative, dopo la fase di valutazione potremmo procedere con un invio mirato a colleghi che si occupano di stimolazione o riabilitazione cognitiva.

Percorso di sostegno per caregiver

È innegabile ormai che il protrarsi della condizione di non autosufficienza di un proprio familiare conduce gli altri membri del nucleo a un significativo aumento del carico assistenziale necessario.

Tutto ciò si traduce in una situazione con un alto impatto sulla qualità della vita del caregiver: dalle relazioni interpersonali alla progettualità per il proprio futuro, senza tralasciare le ripercussioni sul proprio benessere psicologico.

I caregiver si trovano spesso a provare sensazioni e sentimenti complessi nei confronti di sé stessi e dell’assistito: rabbia, frustrazione, sconforto, impotenza, vergogna e anche senso di colpa.

Trovare l’equilibrio tra la propria vita e il benessere della persona a carico è uno sforzo psicologico elevato, ma necessario.

Chi ha bisogno del supporto e perché?

Un supporto psicologico può aiutare il caregiver a comprendere la malattia del proprio caro, e a trovare strategie funzionali per affrontare i momenti di difficoltà relazionali con la persona con malattia degenerativa.

La stanza di terapia è anche un luogo all’interno del quale si posso esprime l’emozioni che la malattia porta con sé ed elaborare il cambiamento dell’autonomia e della personalità del proprio caro.

Chi ha bisogno della psicoterapia e perché?

Ogni persona che avverte un malessere, un sintomo, una sensazione, una difficoltà concreta, può trovare nella psicoterapia uno spazio in cui osservarsi e trovare nuove modalità di stare con sé stesso e con gli altri.

Psicoterapia della terza età
  • Disturbi di memoria

    Piccole dimenticanze su episodi recenti potrebbero essere i primi segnali di un decadimento cognitivo.

  • Disorientamento

    Episodi quali perdersi in posti conosciuti possono essere i primi segnali di un decadimento cognitivo ed è consigliato approfondire con una visita.

  • Attenzione

    Difficoltà a prestare attenzione o a fare più cose contemporaneamente sono deficit attentivi che possono enficiare anche sulle capacità mnesiche.

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Disturbi più comuni

Aree di intervento

  • Deterioramento cognitivo

  • Difficoltà emotive del caregiver

  • Difficoltà relazionali

  • Disturbi d'ansia

  • Disturbi del sonno

  • Disturbi depressivi

Domande frequenti

    Quando è necessaria una valutazione neuropsicologia?

    La valutazione è necessaria quando la persona o i suoi familiari notano un peggioramento a livello delle funzioni cognitive quali memoria, attenzione, percezione, orientamento, linguaggio.

    In cosa consiste una valutazione neuropsicologia?

    Consiste in un colloquio clinico con la persona e i suoi familiari, al fine di raccogliere la storia di vita. In un secondo momento la persona viene sottoposta ad una serie di test carta e matita. Dopo la correzione dei test verrà consegnato un referto che attesta lo stato cognitivo della persona.

    Quanto dura una valutazione neuropsicologia?

    La valutazione è composta da minimo 2 incontri ad un massimo di 5. La durata varia in base al numero dei test che il clinico necessita somministrare.

    Quanto costa una valutazione neuropsicologica?

    Il costo varia a seconda della durata della valutazione, partendo da un minimo di 200 euro, fino ad un massimo di 400 euro.

    La psicoterapia è considerata una spesa medica deducibile/detraibile?

    La psicoterapia, in quanto prestazione sanitaria, è detraibile senza necessità di prescrizione medica. Per usufruire della detrazione dall’Irpef del 19% è sufficiente essere in possesso di una certificazione della spesa (ricevuta fiscale o fattura) rilasciata dalla professionista sanitaria. Occorre conservare, inoltre, la ricevuta del versamento che il contribuente ha effettuato con la carta di credito o tramite bonifico. Si ricorda, infatti, che dal 1° gennaio 2020 le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con sistemi di pagamento “tracciabili”. 

    Ogni quanto dobbiamo fare una seduta?

    La frequenza delle sedute non è definibile a priori. Si consiglia, per lo meno all’inizio del percorso, la frequenza settimanale. Per noi è importante che sia argomento di confronto durante le sedute di iniziali in modo che le necessità dei/delle pazienti e il parere clinico possano trovare un punto comune. Inoltre, la frequenza può essere rimodulata lungo il percorso psicoterapeutico: le sedute possono dilatarsi nel tempo o possono evolversi in monitoraggi mensili.

    Ogni quando si fa il punto del percorso?

    L’andamento del percorso viene monitorato lungo tutto il continuum della psicoterapia, in modo che il/la paziente si senta attivo e partecipe. Anche gli obiettivi terapeutici possono essere modificati o rimodulati a seconda dell’evolversi della traiettoria di vita del/della paziente.

    Se mi succede qualcosa tra una seduta e l’altra?

    Il tempo tra una seduta e l’altra è fisiologicamente ed emotivamente importante perchè durante questo periodo le persone hanno modo di riflettere o di lasciar decantare pensieri ed emozioni, ma soprattutto possono provare a sperimentare nuovi o ritrovati modi di essere e di stare nel mondo. Le comunicazioni extra seduta sono gestite da ogni terapeuta in maniera diversa e sono argomento di discussione durante le prime sedute.

    Come si svolge una seduta?

    Le prime sedute sono più orientate all’anamnesi e alla raccolta relativa ai sintomi dei pazienti. In seguito, attraverso la costruzione degli obiettivi terapeutici, ci si concentrerà sia sui contenuti relativi a episodi vissuti nella vita quotidiana del paziente, sia sulla relazione terapeuta-paziente, al fine di favorire maggiori consapevolezze e agevolare nuovi cambiamenti. La conduzione di ogni singola seduta è ad ogni modo determinata in maniera specifica in base alla situazione.

    Se riscontrate una diagnosi specifica, me la comunicate subito?

    Il percorso psicoterapeutico può prevedere una parte diagnostica che serve fondamentalmente per capire il funzionamento della persona. Ovviamente, si condividono con il paziente tutte le informazioni che si ritengono utili per una migliore comprensione di sé e del suo funzionamento emotivo e relazionale. 

    Se devo rivolgermi a uno psichiatra?

    Se all’interno dello spazio terapeutico emergesse la necessità di un supporto farmacologico sarà cura della psicoterapeuta parlarne, accogliere eventuali dubbi e  fornire alcuni nominativi di psichiatri di fiducia in modo da avere feedback lungo tutto il percorso. Questo nell’ottica di favorire  il benessere dei nostri pazienti e  agevolare la collaborazione e la sinergia tra le figure sanitarie che partecipano alla presa in carico.

    Fin dove ti segue la terapeuta? Si occupa solo della diagnosi o anche dei problemi quotidiani?

    Il percorso di psicoterapia prevede una prima fase di assessment ossia di valutazione relativa al funzionamento del/della paziente. In seguito si stabiliscono con la persona gli obiettivi terapeutici e si lavora insieme, usando come strumento principale la relazione tra terapeuta e paziente, per capire e approfondire la conoscenza relativa al funzionamento e al significato dei sintomi. 

    Quanto dura una seduta?

    Una seduta dura 50/60 minuti.

    Chi sceglie la terapeuta?

    L’equipe valuterà, dopo un’attenta analisi, la terapeuta adatta alla situazione riportata in primo colloquio.

    Come viene garantita la privacy e la riservatezza delle informazioni personali?

    Il lavoro dello psicologo è caratterizzato dai principi di tutela di tutto ciò che apprende in ragione del rapporto professionale, in virtù di quanto previsto dal Codice degli Psicologi Italiani. Il corretto esercizio della professione è quindi già coerente con un corretto trattamento dei dati (art.2,3,4,11,12,13 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani).

    C’è una politica di cancellazione dei colloqui?

    La seduta puó essere cancellata senza pagamento entro le 24 ore precedenti.

    Quali sono i tempi di attesa per ottenere un appuntamento?

    Dipende dal periodo, ma tendenzialmente 1 settimana.

    Come funziona il processo di prenotazione dei colloqui?

    La prima seduta puó essere prenotata via email, telefonata o tramite prenotazione dal sito.

    C’è parcheggio vicino all’ambulatorio?

    Sì, ci troviamo a Cit Turin, un quartiere con parcheggi bordo strada a pagamento.

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