Psicoterapia perinatale

Il concepimento, la gravidanza, il parto e il post-parto sono fasi delicate e significative di cui ci si può occupare con la psicoterapia perinatale. Dal momento del desiderio di mettere al mondo una nuova vita fino ai “primi mille giorni” dopo la nascita, il genitore o la coppia possono scegliere di farsi accompagnare per una o più fasi del processo.

Gravidanza, parto e post-parto

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Al Centro Clinico Torino ogni persona viene seguita da un singolo psicoterapeuta, scelto in base alle sue esigenze e caratteristiche individuali, nonché alla formazione e competenza della terapeuta.

L’intera équipe segue ogni caso da quando accede al Centro, si confronta per assegnare e individuare il professionista più adatto e rimane costantemente aggiornato sul percorso terapeutico tramite una continua attività di monitoraggio e confronto.

La gravidanza, sin dal momento in cui è solo un’idea che si affaccia nella mente di una persona o di una coppia, può rappresentare un momento di vita delicato e intenso sia per i significati e le emozioni che smuove, sia per eventi che possono caratterizzare il percorso e renderlo difficoltoso. 

Un’interruzione di gravidanza (volontaria o spontanea), un aborto terapeutico, il lutto perinatale, una condizione medico-organica legata alla gestazione oppure i percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): sono tutte condizioni che possono richiedere alla persona e/o alla coppia l’impiego improvviso di enormi risorse psicologiche e fisiche, provocando malesseri anche molto intensi.

La psicoterapia perinatale si occupa quindi di lavorare sugli eventi e sullo stato di salute della persona che richiede supporto durante una delle fasi legate al complesso evento “Diventare genitore”.

Psicoterapia in gravidanza

La gravidanza per la donna può assumere tanti significati che a loro volta possono modificarsi durante il corso fisiologico dei 9 mesi di gestazione.

Culturalmente dipinto come un periodo roseo e felice, le 40 settimane di attesa possono spesso smuovere paure, dubbi e incertezze, i cambiamenti ormonali, corporei e sociali incidono fortemente sulla percezione di Sé e sullo stato emotivo.

Capita quindi che la donna si ritrovi persa nello sperimentare emozioni discordanti e disturbanti oppure a dover affrontare un vero e proprio disturbo legato alla gravidanza come ansia/depressione gravidica.

Inoltre, anche i partner, se presenti, possono percepire sentimenti vari e complessi da gestire, intense preoccupazioni o avere domande e dubbi a cui risulta difficile rispondere come ad esempio quelli relativi al ruolo che stanno immaginando e costruendo o alla futura relazione con il nascituro.

La psicoterapia può aiutare a prendersi cura di tutto ciò che emerge durante i 9 mesi di gravidanza, provando a sciogliere convinzioni e paure tramandate di generazione in generazione e aiutare le persone a diventare genitori così per come sono e non per come vengono immaginati.

Affrontare il parto

Molto spesso le donne in gravidanza avvertono timori e paure nei confronti del parto e dei periodi immediatamente successivi. Ciò è dovuto chiaramente all’intensità dell’evento in sé, ma può avere anche cause più profonde e nascoste, magari derivanti dall’esperienza di vita della futura madre.

Con la terapeuta si può affrontare questa particolare paura (tocofobia) con tecniche e strategie come il rilassamento o la mindfulness in gravidanza che possono coadiuvare un percorso più ampio e standard di psicoterapia.

Psicoterapia post-parto

I mesi e gli anni immediatamente successivi al parto sono di frequente associati a periodi psicologicamente complessi: la donna può sperimentare la gioia dell’essere madre, ma può anche incontrare sbalzi umorali che se protratti possono diventare un disturbo conclamato (ansia o depressione post-partum, Disturbo ossessivo-compulsivo, Disturbo da Stress Post Traumatico).

Il delicato periodo del puerperio (primi 40 giorni) e in generale i primi “mille giorni” dopo la nascita rappresentano per la donna e la coppia un momento di aumentata fragilità e vulnerabilità dove – soprattutto se in presenza di fattori di rischio – può essere utile farsi affiancare per trovare e costruire un nuovo equilibrio personale e famigliare.

Chi ha bisogno della psicoterapia e perché?

Ogni persona che avverte un malessere, un sintomo, una sensazione, una difficoltà concreta, può trovare nella psicoterapia uno spazio in cui osservarsi e trovare nuove modalità di stare con sé stesso e con gli altri.

  • Depressione o ansia

    Le sindromi ansioso-depressive in gravidanza e vanno trattate per consentire alla donna di affrontare parto e post-parto con le risorse necessarie.

  • Interruzione

    Un aborto spontaneo può rappresentare un evento destabilizzante per la donna e/o per la coppia, un evento critico che richiede supporto professionale.

  • Post-partum

    La depressione post-partum è caratterizzata da tristezza, senso di colpa, e mancanza di piacevolezza nell'accudimento e nella cura del neonato.

  • Problemi di coppia

    Tensioni o conflitti nella coppia o con altri famigliari possono aumentare il rischio di sofferenza psicologica durante gravidanza e post-partum.

  • Ruolo di genitore

    Diventare madre e padre può generare insicurezza dovuta al senso di responsabilità, al frenetico ritmo delle cure e alla nuova identità da costruire.

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Disturbi più comuni

Aree di intervento

  • Disturbi d'ansia

  • Disturbi depressivi

  • Disturbo post traumatico da stress

  • Lutto Perinatale

Domande frequenti

    Quali sono i benefici della psicoterapia perinatale?

    La psicoterapia durante la gravidanza e il periodo post-partum offre benefici a entrambi i genitori, alla coppia per supportare i cambiamenti di ruolo e identità che avvengono durante tutta la gravidanza. Inoltre permette di monitorare il buon adattamento della nuova famiglia e di prevenire disturbi post-partum.

    In quali situazioni è consigliabile considerare la psicoterapia perinatale?

    Come per altri momenti di vita salienti, anche la genitorialità può rappresentare una sfida per la persona che l’attraversa, la quale può ritrovarsi disorientata per le intense emozioni che l’evento naturalmente smuove. Occuparsi di ciò che ci preoccupa, spaventa o fa soffrire è un atteggiamento salutare e utile soprattutto quando una nuova “piccola persona” entra a far parte delle nostre vite.

    Come avviene il coinvolgimento del partner o della famiglia durante il processo terapeutico perinatale?

    I partner possono far parte del percorso e in tal caso si imposterà una psicoterapia di coppia (anziché individuale) incentrata sulla genitorialità. Le famiglie d’origine (nonni) o le altre figure di riferimento per i neo-genitori possono partecipare al percorso in alcuni casi specifici e seguendo le modalità previste dal Centro Clinico (percorsi paralleli).

    Durante i primi sei mesi di maternità (circa) è consentito portare con sé durante le sedute il neonato/la neonata per chi lo desidera o lo necessita per allattamento.

    Quali sono le tecniche e le strategie utilizzate per affrontare le problematiche specifiche della gravidanza e del periodo post-partum?

    Vengono principalmente utilizzati gli strumenti della psicoterapia costruttivista (colloquio clinico, riformulazione del problema, valutazione funzionamento), dando spazio a numerose tecniche e strategie di Mindfulness specifiche per la gravidanza/genitorialità.

    La psicoterapia è considerata una spesa medica deducibile/detraibile?

    La psicoterapia, in quanto prestazione sanitaria, è detraibile senza necessità di prescrizione medica. Per usufruire della detrazione dall’Irpef del 19% è sufficiente essere in possesso di una certificazione della spesa (ricevuta fiscale o fattura) rilasciata dalla professionista sanitaria. Occorre conservare, inoltre, la ricevuta del versamento che il contribuente ha effettuato con la carta di credito o tramite bonifico. Si ricorda, infatti, che dal 1° gennaio 2020 le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con sistemi di pagamento “tracciabili”. 

    Ogni quanto dobbiamo fare una seduta?

    La frequenza delle sedute non è definibile a priori. Si consiglia, per lo meno all’inizio del percorso, la frequenza settimanale. Per noi è importante che sia argomento di confronto durante le sedute di iniziali in modo che le necessità dei/delle pazienti e il parere clinico possano trovare un punto comune. Inoltre, la frequenza può essere rimodulata lungo il percorso psicoterapeutico: le sedute possono dilatarsi nel tempo o possono evolversi in monitoraggi mensili.

    Ogni quando si fa il punto del percorso?

    L’andamento del percorso viene monitorato lungo tutto il continuum della psicoterapia, in modo che il/la paziente si senta attivo e partecipe. Anche gli obiettivi terapeutici possono essere modificati o rimodulati a seconda dell’evolversi della traiettoria di vita del/della paziente.

    Se mi succede qualcosa tra una seduta e l’altra?

    Il tempo tra una seduta e l’altra è fisiologicamente ed emotivamente importante perchè durante questo periodo le persone hanno modo di riflettere o di lasciar decantare pensieri ed emozioni, ma soprattutto possono provare a sperimentare nuovi o ritrovati modi di essere e di stare nel mondo. Le comunicazioni extra seduta sono gestite da ogni terapeuta in maniera diversa e sono argomento di discussione durante le prime sedute.

    Come si svolge una seduta?

    Le prime sedute sono più orientate all’anamnesi e alla raccolta relativa ai sintomi dei pazienti. In seguito, attraverso la costruzione degli obiettivi terapeutici, ci si concentrerà sia sui contenuti relativi a episodi vissuti nella vita quotidiana del paziente, sia sulla relazione terapeuta-paziente, al fine di favorire maggiori consapevolezze e agevolare nuovi cambiamenti. La conduzione di ogni singola seduta è ad ogni modo determinata in maniera specifica in base alla situazione.

    Se riscontrate una diagnosi specifica, me la comunicate subito?

    Il percorso psicoterapeutico può prevedere una parte diagnostica che serve fondamentalmente per capire il funzionamento della persona. Ovviamente, si condividono con il paziente tutte le informazioni che si ritengono utili per una migliore comprensione di sé e del suo funzionamento emotivo e relazionale. 

    Se devo rivolgermi a uno psichiatra?

    Se all’interno dello spazio terapeutico emergesse la necessità di un supporto farmacologico sarà cura della psicoterapeuta parlarne, accogliere eventuali dubbi e  fornire alcuni nominativi di psichiatri di fiducia in modo da avere feedback lungo tutto il percorso. Questo nell’ottica di favorire  il benessere dei nostri pazienti e  agevolare la collaborazione e la sinergia tra le figure sanitarie che partecipano alla presa in carico.

    Fin dove ti segue la terapeuta? Si occupa solo della diagnosi o anche dei problemi quotidiani?

    Il percorso di psicoterapia prevede una prima fase di assessment ossia di valutazione relativa al funzionamento del/della paziente. In seguito si stabiliscono con la persona gli obiettivi terapeutici e si lavora insieme, usando come strumento principale la relazione tra terapeuta e paziente, per capire e approfondire la conoscenza relativa al funzionamento e al significato dei sintomi. 

    Quanto dura una seduta?

    Una seduta dura 50/60 minuti.

    Chi sceglie la terapeuta?

    L’equipe valuterà, dopo un’attenta analisi, la terapeuta adatta alla situazione riportata in primo colloquio.

    Come viene garantita la privacy e la riservatezza delle informazioni personali?

    Il lavoro dello psicologo è caratterizzato dai principi di tutela di tutto ciò che apprende in ragione del rapporto professionale, in virtù di quanto previsto dal Codice degli Psicologi Italiani. Il corretto esercizio della professione è quindi già coerente con un corretto trattamento dei dati (art.2,3,4,11,12,13 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani).

    C’è una politica di cancellazione dei colloqui?

    La seduta puó essere cancellata senza pagamento entro le 24 ore precedenti.

    Quali sono i tempi di attesa per ottenere un appuntamento?

    Dipende dal periodo, ma tendenzialmente 1 settimana.

    Come funziona il processo di prenotazione dei colloqui?

    La prima seduta puó essere prenotata via email, telefonata o tramite prenotazione dal sito.

    C’è parcheggio vicino all’ambulatorio?

    Sì, ci troviamo a Cit Turin, un quartiere con parcheggi bordo strada a pagamento.

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