La gravidanza, sin dal momento in cui è solo un’idea che si affaccia nella mente di una persona o di una coppia, può rappresentare un momento di vita delicato e intenso sia per i significati e le emozioni che smuove, sia per eventi che possono caratterizzare il percorso e renderlo difficoltoso.
Un’interruzione di gravidanza (volontaria o spontanea), un aborto terapeutico, il lutto perinatale, una condizione medico-organica legata alla gestazione oppure i percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): sono tutte condizioni che possono richiedere alla persona e/o alla coppia l’impiego improvviso di enormi risorse psicologiche e fisiche, provocando malesseri anche molto intensi.
La psicoterapia perinatale si occupa quindi di lavorare sugli eventi e sullo stato di salute della persona che richiede supporto durante una delle fasi legate al complesso evento “Diventare genitore”.
Psicoterapia in gravidanza
La gravidanza per la donna può assumere tanti significati che a loro volta possono modificarsi durante il corso fisiologico dei 9 mesi di gestazione.
Culturalmente dipinto come un periodo roseo e felice, le 40 settimane di attesa possono spesso smuovere paure, dubbi e incertezze, i cambiamenti ormonali, corporei e sociali incidono fortemente sulla percezione di Sé e sullo stato emotivo.
Capita quindi che la donna si ritrovi persa nello sperimentare emozioni discordanti e disturbanti oppure a dover affrontare un vero e proprio disturbo legato alla gravidanza come ansia/depressione gravidica.
Inoltre, anche i partner, se presenti, possono percepire sentimenti vari e complessi da gestire, intense preoccupazioni o avere domande e dubbi a cui risulta difficile rispondere come ad esempio quelli relativi al ruolo che stanno immaginando e costruendo o alla futura relazione con il nascituro.
La psicoterapia può aiutare a prendersi cura di tutto ciò che emerge durante i 9 mesi di gravidanza, provando a sciogliere convinzioni e paure tramandate di generazione in generazione e aiutare le persone a diventare genitori così per come sono e non per come vengono immaginati.
Affrontare il parto
Molto spesso le donne in gravidanza avvertono timori e paure nei confronti del parto e dei periodi immediatamente successivi. Ciò è dovuto chiaramente all’intensità dell’evento in sé, ma può avere anche cause più profonde e nascoste, magari derivanti dall’esperienza di vita della futura madre.
Con la terapeuta si può affrontare questa particolare paura (tocofobia) con tecniche e strategie come il rilassamento o la mindfulness in gravidanza che possono coadiuvare un percorso più ampio e standard di psicoterapia.
Psicoterapia post-parto
I mesi e gli anni immediatamente successivi al parto sono di frequente associati a periodi psicologicamente complessi: la donna può sperimentare la gioia dell’essere madre, ma può anche incontrare sbalzi umorali che se protratti possono diventare un disturbo conclamato (ansia o depressione post-partum, Disturbo ossessivo-compulsivo, Disturbo da Stress Post Traumatico).
Il delicato periodo del puerperio (primi 40 giorni) e in generale i primi “mille giorni” dopo la nascita rappresentano per la donna e la coppia un momento di aumentata fragilità e vulnerabilità dove – soprattutto se in presenza di fattori di rischio – può essere utile farsi affiancare per trovare e costruire un nuovo equilibrio personale e famigliare.


