Cominciare un percorso di psicoterapia è una scelta che può arrivare in qualsiasi momento dell’età adulta: spesso sono eventi critici (o percepiti come tali) a dare forma ad un malessere ma non è così scontato che si percepisca subito il bisogno di prendersene cura.
La salute psicologica è un aspetto che ancora incontra resistenze e dubbi a livello individuale e culturale ma occuparsi della propria mente sta diventando sempre più una priorità, grazie anche al supporto dei dati di ricerca che sempre più confermano quanto mente e corpo siano interconnessi e interdipendenti.
Psicoterapia per adulti a Torino
Lo psicoterapeuta fa parte delle professioni sanitarie e si occupa della salute mentale nella sua globalità. È in grado di diagnosticare, valutare e trattare le diverse forme di psicopatologia, specializzandosi tendenzialmente in alcune aree di intervento specifiche. Distinguiamo in particolare la psicoterapia per l’età evolutiva che accoglie bambini e adolescenti, la psicoterapia per adulti e la psicoterapia per coppie.
Psicologo e Psicoterapeuta: differenze e similitudini
La specializzazione in Psicoterapia è accessibile per psicologi e medici: è quindi possibile incontrare la psicologa-psicoterapeuta – come le professioniste del CCT – oppure il medico psicoterapeuta.
Un professionista psicologo può – come da Codice Deontologico – occuparsi di diagnosi, abilitazione e riabilitazione con persone in fase di sofferenza psicologica: il supporto psicologico infatti è una forma di assistenza che tocca aree di sofferenza meno profonde e invalidanti oppure mira ad abilitare/riabilitare la persona che si trova davanti a passaggi e fatiche considerate fisiologiche come ad esempio il passaggio ad un nuovo ciclo scolastico, un trasferimento, un lutto.
Non può occuparsi di psicoterapia e di cura – rimanda quindi a colleghi psicoterapeuti i casi in cui la sofferenza riguarda aree del funzionamento più profonde o dove la psicopatologia della persona risulti estremamente intensa o complessa.
Diversa ancora è la figura dello psichiatra che è un medico specializzato in Psichiatria, dunque non si occupa di psicoterapia con i suoi pazienti ma cura e segue la terapia psicofarmacologica per i casi di sofferenza acuta o cronica.
Come scegliere uno Psicoterapeuta
Al Centro Clinico Torino ci occupiamo di Psicoterapia per Adulti seguendo un approccio Costruttivista-Relazionale.
Ogni terapeuta ha approfondito e si è specializzata in alcune aree specifiche e tutte ci occupiamo di accogliere pazienti adulti.
Presso il nostro Centro la scelta della Psicoterapeuta più adatta a seguire il caso viene effettuata dall’equipe che valuta chi potrebbe occuparsi al meglio della persona che chiede aiuto. Basandosi quindi su età, entità del problema e specializzazioni della professionista verrà fatto un abbinamento seguendo principi sia diagnostici che personali.
Principali ambiti di intervento
La psicopatologia è un’area vasta che include diverse forme di sofferenza psichica: seguendo il DSM-5, il manuale diagnostico per i disturbi mentali più usato al mondo, è possibile individuare delle aree sintomatiche che descrivono la tipologia di sintomi che i pazienti avvertono e solitamente portano come problematici.
Una seconda area riguarda invece le forme di patologia più strutturali, ovvero i Disturbi di Personalità, che richiedono di lavorare sia sui sintomi riportati che sul funzionamento sottostante.
Queste differenze sono valutabili dalla professionista nel corso delle prime fasi della terapia anche tramite utilizzo di test specifici e tramite il colloquio clinico.
Obiettivi del percorso di Psicoterapia
La psicoterapia punta a rendere le persone più consapevoli di ciò che i loro sintomi significano, dei temi e argomenti che li riguardano e del modo in cui leggono il mondo, gli eventi e le relazioni.
Conoscere come funziona la propria mente aumenta la flessibilità delle reazioni e delle interpretazioni possibili davanti agli eventi della vita. Imparare a gestire l’ansia o ad affrontare un periodo di depressione nella maniera più funzionale possibile produce un benessere psicologico che dà alla persona la sensazione di sentirsi più in padronanza di sé stessa e rende quindi meno soggetti all’intensità e alla ripetitività di alcuni meccanismi e dinamiche.
All’inizio della terapia paziente e terapeuta stabiliscono degli obiettivi da raggiungere che vengono co-costruiti e elaborati durante le prime fasi e sono specifici per quella persona.
Possono essere rimodulati e rivisti durante il percorso ma segnano un po’ la meta a cui puntare, il punto di arrivo che la coppia terapeutica si dà e che viene tenuto a mente per stabilire poi la conclusione del percorso.
La definizione degli obiettivi è già un lavoro terapeutico: la formulazione di un obiettivo chiaro richiede alla persona di appropriarsi di alcuni concetti e di descrivere il mondo e se stessa con un certo grado di consapevolezza.
Ad esempio “voglio eliminare l’ansia dalla mia vita”, può essere riformulato con “vorrei che l’ansia non mi impedisse di fare ciò che mi piace e ciò che mi serve; vorrei riuscire a padroneggiarla”.
Spesso questa prima fase è anche di alfabetizzazione emotiva e psico-educativa ossia la persona viene informata rispetto al funzionamento della mente, all’impostazione evoluzionistica che è la base dell’approccio costruttivista, ad alcune terminologie e meccanismi che danno alla persona un’idea più concreta e veritiera di ciò che è la mente e di ciò che sono i pensieri, le emozioni e le sensazioni somatiche e corporee.
Un obiettivo universale è infatti quello di integrare questi tre canali di informazione (mente-emozioni-corpo) per avere un’esperienza soggettiva più complessa, completa e funzionante.
Approccio alla relazione terapeutica e al supporto psicologico
L’approccio relazionale dà grande spazio alla relazione paziente-terapeuta che diventa un luogo sicuro in cui la persona può sperimentarsi in una relazione non giudicante, libera e trasformativa.
La relazione è anche il luogo dove le persone mettono in atto i propri schemi relazionali e spesso agiscono in vivo alcune dinamiche che vivono anche al di fuori dello studio, con le loro persone significative. Poter osservare queste dinamiche in assenza di giudizio è un aspetto trasformativo potente poiché unico e irripetibile, sicuro, clinicamente forte e valido.
Come si svolge una seduta di psicoterapia
La durata di una seduta è genericamente di 50-60 minuti e nelle prime fasi di assessment si lavora nella raccolta dei dati anamnestici e della storia di quella persona, la storia dei suoi sintomi e la situazione attuale che viene portata come problematica. Il colloquio quindi è generalmente focalizzato a raccogliere informazioni per arrivare a formulare delle ipotesi e degli obiettivi.
Conclusa la prima fase di assessment si prosegue nel raccogliere le informazioni rispetto alla settimana appena trascorsa – la cadenza dei colloqui è infatti di una volta a settimana almeno nelle fasi iniziali – sempre avendo come focus gli obiettivi e le aree su cui si è concordato di lavorare insieme.
Le sedute di psicoterapia non hanno però un andamento rigido, spesso si passa da tematica ed episodi che possono apparire lontani o incoerenti rispetto al problema attuale ma la terapeuta lavora proprio nell’ottica di integrare e di trovare un filo conduttore, un tema sottostante: è come la costruzione di un puzzle che si fa insieme, dove uno fornisce e descrive i pezzi e l’altro propone di posizionarli in un determinato punto. Ma è sempre poi la coppia terapeuta-paziente a stabilire se quel pezzo è proprio lì che può stare.
La co-costruzione richiede proprio a entrambi di lavorare a piccoli passi, seguendo le domande informate del professionista ma avendo a mente sempre che il paziente è il miglior esperto di sé stesso.
L’apertura, l’esplorazione e la disponibilità a guardarsi dentro sono gli strumenti d’elezione con cui una psicoterapia può avanzare, insieme al supporto e al non-giudizio che la professionista mantiene in ogni fase.
Scoprire che un altro diverso da noi non si spaventa, ha fiducia e sa guidarci verso un nuovo modo di stare al mondo a partire proprio dalla nostra unicità è spesso un’esperienza già di per sé motore di un cambiamento profondo.


