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Psicoterapia in età evolutiva

Prendersi cura delle persone piccole e delle persone adolescenti richiede metodi ed approcci di intervento specifici. La nostra proposta terapeutica ha in questi casi l’obiettivo di coinvolgere anche la famiglia in tutte le fasi del percorso, prevedendo una presa in carico parallela e sinergica, tanto del minore quanto della coppia genitoriale.

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Al Centro Clinico Torino ogni persona viene seguita da un singolo psicoterapeuta, scelto in base alle sue esigenze e caratteristiche individuali, nonché alla formazione e competenza della terapeuta.

L’intera équipe segue ogni caso da quando accede al Centro, si confronta per assegnare e individuare il professionista più adatto e rimane costantemente aggiornato sul percorso terapeutico tramite una continua attività di monitoraggio e confronto.

Cos’è l’età evolutiva?

L’età evolutiva è il periodo che va dalla nascita all’adolescenza di ogni persona ed in cui si acquisiscono molte abilità e competenze importanti.

Il processo di crescita è una dimensione complessa caratterizzata dall’interazione tra molteplici fattori tra cui le caratteristiche specifiche dell’individuo, della sua famiglia, dell’esperienza scolastica, degli amici e del contesto sociale e relazionale più allargato.

Percorsi per infanzia e adolescenza

Le forme psicopatologiche inerenti l’Età Evolutiva riguardano disturbi molto diversi fra loro che possono comportare difficoltà nello sviluppo emotivo, comportamentale o cognitivo nel bambino o nella persona adolescente.

Disturbi differenti, soprattutto se riferiti al periodo dello sviluppo, richiedono l’intervento di differenti figure professionali, specificamente formate su ogni specifico ambito.

Ad esempio i Disturbi del Neurosviluppo, tra cui il Disturbo dello Spettro Autistico, il Disturbo del Linguaggio e il Disturbo Specifico dell’Apprendimento, necessitano per lo più dell’intervento di un/a professionista specializzato in Neuropsicologia dello Sviluppo.

All’interno di quest’area di disturbi, l’ADHD ovvero Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività viene invece spesso trattato anche in collaborazione con uno/a Psicologa Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva, in quanto può richiedere un lavoro mirato sulla regolazione emotiva del bambino/a e di decostruzione di alcune dinamiche relazionali e familiari.

Perché distinguere tra infanzia e adolescenza

Distinguere fra infanzia e adolescenza è fondamentale in quanto esse rappresentano fasi della vita e dello sviluppo estremamente differenti per le competenze emotive, cognitive coinvolte e per i bisogni diversi, espressi dalle persone piccole e poi adolescenti. A competenze e bisogni diversi, inevitabilmente conseguono strumenti terapeutici specifici e differenziati.

Ad esempio, dal punto di vista dello sviluppo cognitivo i bimbi/e presentano una forma di intelligenza ancora prioritariamente incentrata su elementi e riscontri concreti, a differenza delle persone adolescenti che invece riescono già a sviluppare pensieri maggiormente astratti e complessi.

Per tale ragione, la psicoterapia per i bimbi risulta ancora molto strutturata su attività di gioco libero o di gioco guidato, in cui il bimbo/a possa esplorare temi inerenti alle emozioni e alla regolazione emotiva, esplorando e manipolando stimoli molto concreti, come ad esempio il Termometro delle Emozioni.

Con i pazienti adolescenti, invece, le sedute saranno realizzate maggiormente tramite strumenti verbali e riflessivi, in quanto è già presente, a quell’età, una buona capacità di discutere ed analizzare i propri pensieri e sentimenti.

Metodo Centro Clinico Torino: un percorso congiunto genitori-figli

Secondo il nostro approccio, Cognitivo Costruttivista Relazionale, il bambino struttura il proprio modo di relazionarsi con il mondo e di regolare le proprie emozioni a partire dall’interazione con le sue figure di riferimento.

Ed ecco la necessità di coinvolgere queste ultime all’interno del percorso terapeutico.

In particolare, all’interno del nostro Centro viene sempre impostato un lavoro di consulenza genitoriale, dedicato e parallelo rispetto al lavoro con il bambino, così da permettere un’evoluzione di quelle dinamiche relazionali e familiari che non risultino funzionali al benessere del piccolo/a.

L’obiettivo è quello di permettere alla coppia genitoriale di individuare e praticare nuove modalità comunicative e di sintonizzazione emotiva, sia all’interno della stessa diade che nella relazione con il proprio bambino. Spesso infatti le difficoltà espresse dai piccoli pazienti coincidono con una difficoltà sistemica di dare senso a quanto sta accadendo. Ecco allora l’esigenza di strutturare uno spazio per ricostruirlo insieme.

Percorso di psicoterapia per bambini a Torino

La psicoterapia per bambini si focalizza su una vasta gamma di difficoltà emotive, comportamentali e relazionali che possono emergere durante l’infanzia. Attraverso un approccio personalizzato e attento, aiutiamo i più piccoli a sviluppare strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane e migliorare il loro benessere psicologico. Di seguito, una panoramica delle problematiche che trattiamo con interventi mirati e specifici:

  • i Disturbi d’Ansia con particolare centralità dell’Ansia da Separazione e del Mutismo Selettivo per i bambini
  • i Disturbi dell’Umore quali episodi/disturbi depressivi o di disregolazione dell’umore
  • i Disturbi del Comportamento, come Disturbo Oppositivo Provocatorio nei bambini
  • i Disturbi Ossessivo-Compulsivi e correlati
  • i Disturbi correlati a Trauma e a Stress
  • i Disturbi Alimentari e della Nutrizione con particolare centralità a modalità restrittive o disregolate nell’assunzione del cibo
  • i Disturbi del Sonno tra cui Insonnia e Disturbo da Incubi

Il ruolo dello psicologo e psicoterapeuta infantile

Lo Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva ha una formazione specialistica in Psicoterapia e un’esperienza mirata nell’ambito della Psicologia dello Sviluppo, con riferimento specifico alle fasi dell’infanzia e della adolescenza.

Tali competenze specialistiche possono essere acquisite grazie a master e a percorsi mirati di specializzazione, così come durante esperienze di tirocinio professionalizzante all’interno di ambulatori e servizi del territorio che siano rivolti all’infanzia e all’adolescenza.

Formarsi e strutturare una propria esperienza in questo ambito specifico significa allenarsi ad esercitare modalità relazionali altre, rispetto a quelle tipicamente coinvolte nel lavoro terapeutico con le persone adulte.

I percorsi con bimbi/e richiedono infatti al terapeuta di mettersi in gioco in dimensioni più concrete e informali (basti pensare alla necessità di utilizzare un linguaggio comprensibile per il bambino) e di lavorare strategicamente su più piani, svolgendo un ruolo non solo in prima linea nella cura del bambino, ma anche di vero e proprio coordinamento di tutte le figure che intorno a quel bambino ruotano come insegnanti, logopedisti, neuropsichiatri, educatori.

Sedute con i genitori e la famiglia

I bambini non nascono con una capacità innata di regolare vissuti e sensazioni provate. Il loro funzionamento mentale infatti non consente ancora capacità autonome di regolazione e necessita della presenza di adulti significativi affinché siano loro a regolare questo processo.

Gli adulti fungono da guida, dunque, per insegnare loro a riconoscere, comprendere e gestire le emozioni.

Questo processo di regolazione agito dall’esterno è essenziale per fornire alle persone piccole una sicurezza emotiva, permette che questi sviluppino a loro volta e gradualmente forme di auto-regolazione. Inoltre, imparando a regolare le emozioni, i bambini possono interagire meglio anche con gli altri e sperimentare in maniera sana empatia e comprensione.

Il processo di regolazione che inizialmente avviene grazie all’intervento degli adulti, è quindi un passo cruciale per permettere ai bambini di diventare, nel tempo, emotivamente autonomi.

Questa è la ragione per cui è per noi fondamentale lavorare anche con gli adulti significativi nella vita del bimbo/a: per favorire e innescare processi più adattivi di regolazione a partire dall’ambiente esterno più vicino al bimbo/a.

Giochi per bambini in psicoterapia

Al di là di singole possibilità di gioco, è importante ricostruire il senso di tali attività e di tutte le interazioni “giocate”: favorire lo sviluppo di una relazione cooperativa fra terapeuta e piccolo paziente.
I giochi cooperativi sono utili perché promuovono la collaborazione e il lavoro di squadra.

I bambini imparano infatti a lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune, sviluppando capacità di ascolto, comunicazione e problem solving, a partire dalla condivisione.

Partecipare a giochi cooperativi insegna ai bambini a riconoscere e rispettare i bisogni e i sentimenti degli altri, promuovendo un clima di sostegno reciproco. Questi giochi eliminano la pressione della vittoria individuale, concentrandosi sull’importanza del contributo di ciascuno e favorendo un assetto relazionale reciproco e rispettoso.

Inoltre, con questo tipo di attività, i bambini imparano a gestire frustrazione e delusioni in modo costruttivo, poiché l’obiettivo è condiviso e il “successo” dipende dal gruppo (o dalla diade, come nel caso della relazione terapeuta-paziente).

Percorso di psicoterapia in adolescenza a Torino

Le problematiche emotive più frequenti negli adolescenti sono legate ai cambiamenti fisici, cognitivi e sociali tipici di questa fase di sviluppo. Ecco alcune delle principali:

  1. Stati ansiosi
    Può manifestarsi sotto forma di ansia sociale, scolastica o generalizzata, spesso legata alla pressione per il successo, l’accettazione sociale e la preoccupazione per il futuro.
  2. Vissuti depressivi
    Gli adolescenti possono sperimentare umore depresso, perdita di interesse per le attività, bassa autostima e isolamento sociale.
  3. Percezione di bassa autostima
    I cambiamenti fisici e le pressioni sociali possono portare a una percezione negativa di sé, influenzando l’autostima.
  4. Disturbi alimentari
    Problemi come anoressia, bulimia o disturbo da alimentazione incontrollata possono essere scatenati da insicurezze corporee e desiderio di controllo.
  5. Rabbia e irritabilità
    I cambiamenti ormonali e l’ancora parziale maturazione delle aree cerebrali adibite all’autoregolazione emotiva, possono portare ad esplosioni di rabbia intensa e a frequenti stati di irritabilità.
  6. Difficoltà nella gestione delle emozioni
    Più genericamente, gli adolescenti possono avere forti difficoltà a identificare, esprimere e regolare le emozioni, arrivando quindi più frequentemente ad agire comportamenti impulsivi o autodistruttivi.
  7. Isolamento sociale
    La sensazione di non essere compresi o accettati può portare a forme differenziate di ritiro sociale, aumentando un senso di solitudine che può essere vissuto come profondo ed esistenziale.

Confronto con la scuola e la famiglia per pazienti adolescenti

Confrontarsi con la scuola e la famiglia durante i percorsi di supporto psicologico con gli adolescenti è fondamentale per garantire un intervento efficace e completo. Questo perché la collaborazione tra famiglia, scuola e professionisti permette di creare un ambiente coerente che sostiene l’adolescente in ogni ambito della sua vita, favorendo un monitoraggio sinergico su più contesti.

Inoltre, lo psicoterapeuta può condividere con la persona adolescente solo una piccola parte del suo tempo (così come le regole del setting prevedono), mentre in famiglia e a scuola l’adolescente trascorre gran parte delle sue giornate.

Per questa ragione, un dialogo continuativo tra questi diversi contesti offre informazioni preziose sulle dinamiche quotidiane dell’adolescente, i suoi comportamenti, le eventuali difficoltà relazionali e scolastiche, che possono meglio orientare anche il percorso psicologico.

È fondamentale che tali passaggi di informazioni reciproche, fra i vari attori della rete che operano intorno alla persona adolescente, siano condivisi con la persona stessa, la quale dovrà essere al corrente delle informazioni condivise. Tale aspetto risulta molto importante al fine di instaurare con il ragazzo/a una relazione di fiducia e di favorire un processo di responsabilizzazione che sia sempre più coinvolgente.

Chi ha bisogno della psicoterapia e perché?

Ogni persona che avverte un malessere, un sintomo, una sensazione, una difficoltà concreta, può trovare nella psicoterapia uno spazio in cui osservarsi e trovare nuove modalità di stare con se stesso e con gli altri.

Psicoterapia in età evolutiva
  • Cambiamenti in famiglia

    Conflitti, separazioni e perdite possono influenzare il benessere emotivo dei bambini e degli adolescenti.

  • relazioni tra pari

    Vivere dinamiche di bullismo, di non rispetto delle regole sociali e isolamento possono comportare la necessità di attivare un intervento terapeutico.

  • autonomie personali

    Difficoltà nel raggiungimento di alcune autonomie personali possono ostacolare lo sviluppo di una buona autostima personale.

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Domande frequenti

  • Qual è l’approccio terapeutico utilizzato con i bambini e gli adolescenti?

    L’approccio terapeutico utilizzato è quello cognitivo costruttivista relazionale. La presa in carico delle persone piccole e delle loro famiglie ha come obiettivo primario quello di dare un significato al loro disagio e guidarli verso modalità di relazione più efficaci e capaci di favorire una migliore traiettoria di sviluppo. Ogni sintomo e ogni espressione emotiva o comportamentale del bambino/a viene interpretato e compreso all’interno del contesto familiare e sociale specifico.

  • Come funzionano le sedute di psicoterapia per i bambini e gli adolescenti? Sono diverse da quelle degli adulti?

    Il setting terapeutico con i più piccoli differisce nelle tecniche e nell’assetto relazionale rispetto a quello con le persone adulte, anche se viene mantenuta la stessa cornice teorica (psicoterapia cognitivo costruttivista relazionale). Nelle sedute si possono inserire, a seconda degli interessi dei piccoli pazienti, giochi, disegni o altre tecniche espressive. L’attività psicoterapeutica nell’età evolutiva presenta una sua personale complessità dovuta alla dimensione dello sviluppo, con continue e ampie trasformazioni.

  • Qual è il coinvolgimento dei genitori durante il processo terapeutico?

    Per favorire una migliore sinergia tra le varie figure che ruotano intorno al minore, il nostro Centro propone percorsi di sostegno e psicoterapia che prevedono la costruzione di uno spazio sia per i genitori sia per i figli. In particolare,dopo la prima seduta con i genitori in cui effettuiamo l’anamnesi e ascoltiamo il loro punto di vista circa il problema, verrà assegnata una terapeuta che seguirà la parte genitoriale e una terapeuta che invece si dedicherà agli incontri con il/la minore (e ad eventuali momenti di confronto con la scuola). Lungo il percorso, si effettueranno inoltre incontri congiunti con entrambe le terapeute.

  • Qual è il processo di valutazione iniziale e come viene determinato il piano di trattamento per il bambino o l’adolescente?

    La valutazione psicodiagnostica inizia con il primo incontro con i genitori e si arricchisce nei primi due/tre colloqui di assessment il/la minore. Successivamente, viene effettuata una restituzione ai genitori sulle osservazioni fatte durante i colloqui con la/il minore in modo da proporre il piano di intervento.

  • Come viene monitorato il progresso del bambino o dell’adolescente durante il trattamento e quali sono i passaggi per adattare il piano di trattamento, se necessario?

    L’andamento del percorso viene monitorato lungo tutto il continuum della psicoterapia sia durante gli incontri con il/la minore sia durante i colloqui con i genitori e la scuola, in modo da trovare nuovi strumenti o assetti che portino benefici maggiori per tutte le persone coinvolte.

  • Quali problemi sperimentati da bambini e adolescenti possono essere affrontati attraverso la psicoterapia?

    Oscillazioni dell’umore, isolamento sociale, improvvisi sbalzi emotivi, irrequietezza, aggressività. Altri problemi comuni affrontati includono difficoltà di adattamento a cambiamenti familiari o scolastici, problemi di autostima, problemi relazionali con coetanei, familiari o insegnanti.

  • La psicoterapia è considerata una spesa medica deducibile/detraibile?

    La psicoterapia, in quanto prestazione sanitaria, è detraibile senza necessità di prescrizione medica. Per usufruire della detrazione dall’Irpef del 19% è sufficiente essere in possesso di una certificazione della spesa (ricevuta fiscale o fattura) rilasciata dalla professionista sanitaria. Occorre conservare, inoltre, la ricevuta del versamento che il contribuente ha effettuato con la carta di credito o tramite bonifico. Si ricorda, infatti, che dal 1° gennaio 2020 le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con sistemi di pagamento “tracciabili”. 

    Ogni quanto dobbiamo fare una seduta?

    La frequenza delle sedute non è definibile a priori. Si consiglia, per lo meno all’inizio del percorso, la frequenza settimanale. Per noi è importante che sia argomento di confronto durante le sedute di iniziali in modo che le necessità dei/delle pazienti e il parere clinico possano trovare un punto comune. Inoltre, la frequenza può essere rimodulata lungo il percorso psicoterapeutico: le sedute possono dilatarsi nel tempo o possono evolversi in monitoraggi mensili.

    Ogni quando si fa il punto del percorso?

    L’andamento del percorso viene monitorato lungo tutto il continuum della psicoterapia, in modo che il/la paziente si senta attivo e partecipe. Anche gli obiettivi terapeutici possono essere modificati o rimodulati a seconda dell’evolversi della traiettoria di vita del/della paziente.

    Se mi succede qualcosa tra una seduta e l’altra?

    Il tempo tra una seduta e l’altra è fisiologicamente ed emotivamente importante perchè durante questo periodo le persone hanno modo di riflettere o di lasciar decantare pensieri ed emozioni, ma soprattutto possono provare a sperimentare nuovi o ritrovati modi di essere e di stare nel mondo. Le comunicazioni extra seduta sono gestite da ogni terapeuta in maniera diversa e sono argomento di discussione durante le prime sedute.

    Come si svolge una seduta?

    Le prime sedute sono più orientate all’anamnesi e alla raccolta relativa ai sintomi dei pazienti. In seguito, attraverso la costruzione degli obiettivi terapeutici, ci si concentrerà sia sui contenuti relativi a episodi vissuti nella vita quotidiana del paziente, sia sulla relazione terapeuta-paziente, al fine di favorire maggiori consapevolezze e agevolare nuovi cambiamenti. La conduzione di ogni singola seduta è ad ogni modo determinata in maniera specifica in base alla situazione.

    Se riscontrate una diagnosi specifica, me la comunicate subito?

    Il percorso psicoterapeutico può prevedere una parte diagnostica che serve fondamentalmente per capire il funzionamento della persona. Ovviamente, si condividono con il paziente tutte le informazioni che si ritengono utili per una migliore comprensione di sé e del suo funzionamento emotivo e relazionale. 

    Se devo rivolgermi a uno psichiatra?

    Se all’interno dello spazio terapeutico emergesse la necessità di un supporto farmacologico sarà cura della psicoterapeuta parlarne, accogliere eventuali dubbi e  fornire alcuni nominativi di psichiatri di fiducia in modo da avere feedback lungo tutto il percorso. Questo nell’ottica di favorire  il benessere dei nostri pazienti e  agevolare la collaborazione e la sinergia tra le figure sanitarie che partecipano alla presa in carico.

    Fin dove ti segue la terapeuta? Si occupa solo della diagnosi o anche dei problemi quotidiani?

    Il percorso di psicoterapia prevede una prima fase di assessment ossia di valutazione relativa al funzionamento del/della paziente. In seguito si stabiliscono con la persona gli obiettivi terapeutici e si lavora insieme, usando come strumento principale la relazione tra terapeuta e paziente, per capire e approfondire la conoscenza relativa al funzionamento e al significato dei sintomi. 

    Quanto dura una seduta?

    Una seduta dura 50/60 minuti.

    Chi sceglie la terapeuta?

    L’equipe valuterà, dopo un’attenta analisi, la terapeuta adatta alla situazione riportata in primo colloquio.

    Come viene garantita la privacy e la riservatezza delle informazioni personali?

    Il lavoro dello psicologo è caratterizzato dai principi di tutela di tutto ciò che apprende in ragione del rapporto professionale, in virtù di quanto previsto dal Codice degli Psicologi Italiani. Il corretto esercizio della professione è quindi già coerente con un corretto trattamento dei dati (art.2,3,4,11,12,13 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani).

    C’è una politica di cancellazione dei colloqui?

    La seduta puó essere cancellata senza pagamento entro le 24 ore precedenti.

    Quali sono i tempi di attesa per ottenere un appuntamento?

    Dipende dal periodo, ma tendenzialmente 1 settimana.

    Come funziona il processo di prenotazione dei colloqui?

    La prima seduta puó essere prenotata via email, telefonata o tramite prenotazione dal sito.

    C’è parcheggio vicino all’ambulatorio?

    Sì, ci troviamo a Cit Turin, un quartiere con parcheggi bordo strada a pagamento.

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