Cos’è l’età evolutiva?
L’età evolutiva è il periodo che va dalla nascita all’adolescenza di ogni persona ed in cui si acquisiscono molte abilità e competenze importanti.
Il processo di crescita è una dimensione complessa caratterizzata dall’interazione tra molteplici fattori tra cui le caratteristiche specifiche dell’individuo, della sua famiglia, dell’esperienza scolastica, degli amici e del contesto sociale e relazionale più allargato.
Percorsi per infanzia e adolescenza
Le forme psicopatologiche inerenti l’Età Evolutiva riguardano disturbi molto diversi fra loro che possono comportare difficoltà nello sviluppo emotivo, comportamentale o cognitivo nel bambino o nella persona adolescente.
Disturbi differenti, soprattutto se riferiti al periodo dello sviluppo, richiedono l’intervento di differenti figure professionali, specificamente formate su ogni specifico ambito.
Ad esempio i Disturbi del Neurosviluppo, tra cui il Disturbo dello Spettro Autistico, il Disturbo del Linguaggio e il Disturbo Specifico dell’Apprendimento, necessitano per lo più dell’intervento di un/a professionista specializzato in Neuropsicologia dello Sviluppo.
All’interno di quest’area di disturbi, l’ADHD ovvero Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività viene invece spesso trattato anche in collaborazione con uno/a Psicologa Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva, in quanto può richiedere un lavoro mirato sulla regolazione emotiva del bambino/a e di decostruzione di alcune dinamiche relazionali e familiari.
Perché distinguere tra infanzia e adolescenza
Distinguere fra infanzia e adolescenza è fondamentale in quanto esse rappresentano fasi della vita e dello sviluppo estremamente differenti per le competenze emotive, cognitive coinvolte e per i bisogni diversi, espressi dalle persone piccole e poi adolescenti. A competenze e bisogni diversi, inevitabilmente conseguono strumenti terapeutici specifici e differenziati.
Ad esempio, dal punto di vista dello sviluppo cognitivo i bimbi/e presentano una forma di intelligenza ancora prioritariamente incentrata su elementi e riscontri concreti, a differenza delle persone adolescenti che invece riescono già a sviluppare pensieri maggiormente astratti e complessi.
Per tale ragione, la psicoterapia per i bimbi risulta ancora molto strutturata su attività di gioco libero o di gioco guidato, in cui il bimbo/a possa esplorare temi inerenti alle emozioni e alla regolazione emotiva, esplorando e manipolando stimoli molto concreti, come ad esempio il Termometro delle Emozioni.
Con i pazienti adolescenti, invece, le sedute saranno realizzate maggiormente tramite strumenti verbali e riflessivi, in quanto è già presente, a quell’età, una buona capacità di discutere ed analizzare i propri pensieri e sentimenti.
Metodo Centro Clinico Torino: un percorso congiunto genitori-figli
Secondo il nostro approccio, Cognitivo Costruttivista Relazionale, il bambino struttura il proprio modo di relazionarsi con il mondo e di regolare le proprie emozioni a partire dall’interazione con le sue figure di riferimento.
Ed ecco la necessità di coinvolgere queste ultime all’interno del percorso terapeutico.
In particolare, all’interno del nostro Centro viene sempre impostato un lavoro di consulenza genitoriale, dedicato e parallelo rispetto al lavoro con il bambino, così da permettere un’evoluzione di quelle dinamiche relazionali e familiari che non risultino funzionali al benessere del piccolo/a.
L’obiettivo è quello di permettere alla coppia genitoriale di individuare e praticare nuove modalità comunicative e di sintonizzazione emotiva, sia all’interno della stessa diade che nella relazione con il proprio bambino. Spesso infatti le difficoltà espresse dai piccoli pazienti coincidono con una difficoltà sistemica di dare senso a quanto sta accadendo. Ecco allora l’esigenza di strutturare uno spazio per ricostruirlo insieme.
Percorso di psicoterapia per bambini a Torino
La psicoterapia per bambini si focalizza su una vasta gamma di difficoltà emotive, comportamentali e relazionali che possono emergere durante l’infanzia. Attraverso un approccio personalizzato e attento, aiutiamo i più piccoli a sviluppare strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane e migliorare il loro benessere psicologico. Di seguito, una panoramica delle problematiche che trattiamo con interventi mirati e specifici:
- i Disturbi d’Ansia con particolare centralità dell’Ansia da Separazione e del Mutismo Selettivo per i bambini
- i Disturbi dell’Umore quali episodi/disturbi depressivi o di disregolazione dell’umore
- i Disturbi del Comportamento, come Disturbo Oppositivo Provocatorio nei bambini
- i Disturbi Ossessivo-Compulsivi e correlati
- i Disturbi correlati a Trauma e a Stress
- i Disturbi Alimentari e della Nutrizione con particolare centralità a modalità restrittive o disregolate nell’assunzione del cibo
- i Disturbi del Sonno tra cui Insonnia e Disturbo da Incubi
Il ruolo dello psicologo e psicoterapeuta infantile
Lo Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva ha una formazione specialistica in Psicoterapia e un’esperienza mirata nell’ambito della Psicologia dello Sviluppo, con riferimento specifico alle fasi dell’infanzia e della adolescenza.
Tali competenze specialistiche possono essere acquisite grazie a master e a percorsi mirati di specializzazione, così come durante esperienze di tirocinio professionalizzante all’interno di ambulatori e servizi del territorio che siano rivolti all’infanzia e all’adolescenza.
Formarsi e strutturare una propria esperienza in questo ambito specifico significa allenarsi ad esercitare modalità relazionali altre, rispetto a quelle tipicamente coinvolte nel lavoro terapeutico con le persone adulte.
I percorsi con bimbi/e richiedono infatti al terapeuta di mettersi in gioco in dimensioni più concrete e informali (basti pensare alla necessità di utilizzare un linguaggio comprensibile per il bambino) e di lavorare strategicamente su più piani, svolgendo un ruolo non solo in prima linea nella cura del bambino, ma anche di vero e proprio coordinamento di tutte le figure che intorno a quel bambino ruotano come insegnanti, logopedisti, neuropsichiatri, educatori.
Sedute con i genitori e la famiglia
I bambini non nascono con una capacità innata di regolare vissuti e sensazioni provate. Il loro funzionamento mentale infatti non consente ancora capacità autonome di regolazione e necessita della presenza di adulti significativi affinché siano loro a regolare questo processo.
Gli adulti fungono da guida, dunque, per insegnare loro a riconoscere, comprendere e gestire le emozioni.
Questo processo di regolazione agito dall’esterno è essenziale per fornire alle persone piccole una sicurezza emotiva, permette che questi sviluppino a loro volta e gradualmente forme di auto-regolazione. Inoltre, imparando a regolare le emozioni, i bambini possono interagire meglio anche con gli altri e sperimentare in maniera sana empatia e comprensione.
Il processo di regolazione che inizialmente avviene grazie all’intervento degli adulti, è quindi un passo cruciale per permettere ai bambini di diventare, nel tempo, emotivamente autonomi.
Questa è la ragione per cui è per noi fondamentale lavorare anche con gli adulti significativi nella vita del bimbo/a: per favorire e innescare processi più adattivi di regolazione a partire dall’ambiente esterno più vicino al bimbo/a.
Giochi per bambini in psicoterapia
Al di là di singole possibilità di gioco, è importante ricostruire il senso di tali attività e di tutte le interazioni “giocate”: favorire lo sviluppo di una relazione cooperativa fra terapeuta e piccolo paziente.
I giochi cooperativi sono utili perché promuovono la collaborazione e il lavoro di squadra.
I bambini imparano infatti a lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune, sviluppando capacità di ascolto, comunicazione e problem solving, a partire dalla condivisione.
Partecipare a giochi cooperativi insegna ai bambini a riconoscere e rispettare i bisogni e i sentimenti degli altri, promuovendo un clima di sostegno reciproco. Questi giochi eliminano la pressione della vittoria individuale, concentrandosi sull’importanza del contributo di ciascuno e favorendo un assetto relazionale reciproco e rispettoso.
Inoltre, con questo tipo di attività, i bambini imparano a gestire frustrazione e delusioni in modo costruttivo, poiché l’obiettivo è condiviso e il “successo” dipende dal gruppo (o dalla diade, come nel caso della relazione terapeuta-paziente).
Percorso di psicoterapia in adolescenza a Torino
Le problematiche emotive più frequenti negli adolescenti sono legate ai cambiamenti fisici, cognitivi e sociali tipici di questa fase di sviluppo. Ecco alcune delle principali:
- Stati ansiosi
Può manifestarsi sotto forma di ansia sociale, scolastica o generalizzata, spesso legata alla pressione per il successo, l’accettazione sociale e la preoccupazione per il futuro. - Vissuti depressivi
Gli adolescenti possono sperimentare umore depresso, perdita di interesse per le attività, bassa autostima e isolamento sociale. - Percezione di bassa autostima
I cambiamenti fisici e le pressioni sociali possono portare a una percezione negativa di sé, influenzando l’autostima. - Disturbi alimentari
Problemi come anoressia, bulimia o disturbo da alimentazione incontrollata possono essere scatenati da insicurezze corporee e desiderio di controllo. - Rabbia e irritabilità
I cambiamenti ormonali e l’ancora parziale maturazione delle aree cerebrali adibite all’autoregolazione emotiva, possono portare ad esplosioni di rabbia intensa e a frequenti stati di irritabilità. - Difficoltà nella gestione delle emozioni
Più genericamente, gli adolescenti possono avere forti difficoltà a identificare, esprimere e regolare le emozioni, arrivando quindi più frequentemente ad agire comportamenti impulsivi o autodistruttivi. - Isolamento sociale
La sensazione di non essere compresi o accettati può portare a forme differenziate di ritiro sociale, aumentando un senso di solitudine che può essere vissuto come profondo ed esistenziale.
Confronto con la scuola e la famiglia per pazienti adolescenti
Confrontarsi con la scuola e la famiglia durante i percorsi di supporto psicologico con gli adolescenti è fondamentale per garantire un intervento efficace e completo. Questo perché la collaborazione tra famiglia, scuola e professionisti permette di creare un ambiente coerente che sostiene l’adolescente in ogni ambito della sua vita, favorendo un monitoraggio sinergico su più contesti.
Inoltre, lo psicoterapeuta può condividere con la persona adolescente solo una piccola parte del suo tempo (così come le regole del setting prevedono), mentre in famiglia e a scuola l’adolescente trascorre gran parte delle sue giornate.
Per questa ragione, un dialogo continuativo tra questi diversi contesti offre informazioni preziose sulle dinamiche quotidiane dell’adolescente, i suoi comportamenti, le eventuali difficoltà relazionali e scolastiche, che possono meglio orientare anche il percorso psicologico.
È fondamentale che tali passaggi di informazioni reciproche, fra i vari attori della rete che operano intorno alla persona adolescente, siano condivisi con la persona stessa, la quale dovrà essere al corrente delle informazioni condivise. Tale aspetto risulta molto importante al fine di instaurare con il ragazzo/a una relazione di fiducia e di favorire un processo di responsabilizzazione che sia sempre più coinvolgente.


