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Mutismo selettivo nei bambini: cos’è e come affrontarlo

Mutismo selettivo nei bambini: cos’è e come affrontarlo
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Ritratto di Elena Bellafemina - Psicologa e psicoterapeuta presso Centro Clinico Torino

Elena Bellafemina

Biografia.

Il mutismo selettivo nei bambini è un disturbo d’ansia infantile, si manifesta come l’incapacità persistente di parlare in specifiche situazioni sociali, pur essendo perfettamente in grado di farlo in contesti familiari.

Si tratta di una condizione che spesso viene confusa con timidezza estrema o comportamento oppositivo, ma che necessita di un intervento specifico per essere superata.

Infatti, la persona con mutismo selettivo presenta non solo una difficoltà, un blocco marcato nell’esprimersi verbalmente, ma l’intero modo di funzionare di quella persona risulta congelato, ed è per questo che nel pensare e nel trattare questo disturbo è importante considerare tutte le componenti che lo compongono.

C’è una continuità forte fra il non parlare, il non guardare il proprio interlocutore, non assaggiare cibi altri da quelli solitamente consumati, il provare un’esperienza nuova che sia a scuola, in vacanza o al parco.

Tutto sembra infatti riconducibile ad un unico nucleo: rimango nella mia comfort zone, quella che conosco bene e che mi fa stare tranquillo/a. Non provo, non esploro, non sperimento. Per me questo sarebbe fonte di un’ansia e di una paura troppo grandi. Sono spaventato e timoroso.

Ma cerchiamo di analizzare meglio questa forma di disturbo d’ansia infantile.

Cosa significa mutismo selettivo?

I bambini con mutismo selettivo tendono a non parlare in ambienti come la scuola o con persone estranee, nonostante riescano a esprimersi normalmente in contesti familiari come a casa. Questo blocco verbale si accompagna spesso a sintomi non verbali: il bambino può evitare il contatto visivo, restare immobile, irrigidito o mostrare segni evidenti di disagio​.

Il disturbo si manifesta solitamente tra i 3 e i 6 anni e può persistere se non trattato, influenzando negativamente le relazioni sociali e i risultati scolastici del bambino. La psicoterapia in età infantile può essere la soluzione migliore per individuare e affrontare in tempo la problematica.

È importante notare che il mutismo selettivo non è causato da problemi di sviluppo del linguaggio o ritardi cognitivi, ma da una forte ansia legata a determinate situazioni​. Al momento della diagnosi è considerata significativa una persistenza del sintomo di almeno un mese.

Le cause del mutismo selettivo

Il mutismo selettivo ha un’origine multifattoriale, con variabili genetiche, individuali e ambientali che giocano un ruolo importante. Alcune delle cause principali includono:

  • Senso di inadeguatezza: i bambini si sentono incapaci di affrontare situazioni non familiari e vivono un costante stato di disagio.
  • Paura del giudizio altrui: credono che gli altri li giudicheranno negativamente se parlano.
  • Vergogna e metavergogna: hanno paura non solo di provare vergogna, ma anche di mostrare questi sentimenti​.

Questi bambini tendono a percepire la realtà in modo distorto, spesso catastrofizzando le situazioni e minimizzando le proprie capacità. L’ansia, la paura e la vergogna sono gli stati emotivi che dominano il loro comportamento.

Stadi del Mutismo Selettivo secondo E. Shipon-Blum

Il mutismo selettivo può essere suddiviso in diversi stadi – secondo la dottoressa E. B. Shipon-Blum – ciascuno caratterizzato da un diverso livello di comunicazione:

  • Stadio 0: Assenza totale di comunicazione
    In questa fase, il bambino non comunica né verbalmente né non verbalmente. Rimane immobile, spesso irrigidito, con uno sguardo fisso o assente. Non prende iniziative di interazione.
  • Stadio 1: Comunicazione non verbale
    Fase 1A: Il bambino inizia a comunicare attraverso gesti. Indica con il dito, annuisce o utilizza altri segnali non verbali come scrivere o disegnare.
    Fase 1B: Mostra una maggiore partecipazione, prendendo l’iniziativa per attirare l’attenzione altrui, seppur senza parlare.
  • Stadio 2: Inizio della comunicazione verbale
    Fase 2A: Il bambino reagisce agli stimoli vocalizzando suoni, mugugni o versi tipici del linguaggio infantile, come gemiti o sussurri, utilizzando talvolta versi di animali.
    Fase 2B: Per attirare l’attenzione degli altri, può emettere suoni semplici o vocalizzi.

Il ruolo della relazione nel trattamento

Il trattamento del mutismo selettivo infantile deve necessariamente concentrarsi sulla riduzione dell’ansia del bambino.

La relazione tra adulto e bambino gioca un ruolo centrale in questo processo. Creare un ambiente di fiducia, in cui il bambino si senta al sicuro e rispettato, è la chiave per aiutarlo ad esprimersi​.

Spesso il blocco verbale è accompagnato da un’intera gamma di comportamenti che indicano un “congelamento” emotivo. Il bambino non solo fatica a parlare, ma evita nuove esperienze, contatti visivi e anche semplici gesti di apertura verso gli altri. È qui che entra in gioco l’importanza del corpo e del movimento.

L’importanza del corpo nel superamento del mutismo selettivo

Quando parlare diventa difficile, il corpo può diventare uno strumento fondamentale per creare un canale di comunicazione. Giochi che coinvolgono il movimento, risate e momenti di stimolo fisico, come il solletico, aiutano il bambino a sentirsi più rilassato e sicuro​. Questi momenti creano un’atmosfera ludica e positiva che può abbassare i livelli di ansia e incoraggiare il bambino a interagire.

Un esempio pratico è quello di introdurre giochi di movimento o attività piacevoli quando si tenta di avvicinare il bambino. Ad esempio, durante una festa, invece di insistere nel far parlare il bambino, si potrebbe iniziare un’attività di ballo o gioco che lo coinvolga a livello corporeo, permettendogli di sentirsi più a suo agio.

Prima che si sblocchi la parola spesso accade che la tranquillità, il divertimento, la giocosità passino dal corpo, restituendo ai bimbi delle sensazioni di piacevolezza che permettono di tollerare in modo diverso il vissuto ansioso e invogliano, motivano alla relazione con l’altro: se una cosa mi piace, non vedo l’ora di ripeterla e poi poterla fare di nuovo!

In questo modo, costruendo giochi in movimento che stimolino la relazione e l’espressione di sé, sempre a partire dagli interessi specifici di quel bambino, è possibile realizzare insieme il primo canale relazionale per entrare in comunicazione e in sintonia. Da quello poi la parola scaturirà naturalmente, aumentando e crescendo per il bimbo il desiderio di fare delle cose insieme, manifestando i modi che lui preferisce.

Il ruolo della famiglia e della scuola

La terapia del mutismo selettivo non si limita allo studio dello psicoterapeuta. I genitori, gli insegnanti e i compagni di classe giocano un ruolo fondamentale. Creare una rete di supporto intorno al bambino aiuta a sostenere i suoi progressi. È importante che tutti gli adulti coinvolti siano consapevoli delle difficoltà del bambino e agiscano di conseguenza​.

A scuola, ad esempio, è essenziale che gli insegnanti non forzino il bambino a parlare, ma rispettino i suoi tempi. Gradualmente, si possono introdurre attività che favoriscano la socializzazione e la comunicazione non verbale, come il lavoro in piccoli gruppi o il gioco. Queste esperienze positive, vissute in un contesto di rispetto e supporto, possono progressivamente aiutare il bambino a superare il blocco​.

Il terapeuta può anche farsi portavoce e tramite di queste pratiche relazionali verso chiunque entri in relazione con il bambino, aiutando a identificare un comportamento adeguato in base al contesto.

Comportamenti pratici a scuola e in famiglia per interagire con il mutismo selettivo infantile

  • Evitare di mettere in ansia il bimbo con mutismo selettivo (es. non fissarlo negli occhi) 
  • Dare tempo per rispondere: i bimbi con mutismo esitano quando sono in stato di ansia 
  • Favorire l’indipendenza a casa e a scuola (ad esempio stimolare la dinamica della scelta) 
  • Favorire l’espressione di emozioni tramite rituali confortanti serali o diurni a seconda della situazione (ad esempio il saluto) 
  • Accettare le risposte senza insistere per ottenere quella desiderata 
  • Identificare un luogo sicuro in cui il bimbo possa tranquillizzarsi ed esprimersi liberamente
  • Lavorare in team con insegnanti, famiglia, terapisti con un piano ben definito
  • Non forzare, corrompere, punire il bimbo, trattarlo come un qualsiasi studente
  • Metterlo a suo agio per creare un ambiente sicuro in cui possa parlare
  • Graduare le proprie aspettative 
  • Creare occasioni “protette” di comunicazione orale (a tu per tu)
  • Evitare di chiedere direttamente di parlare o chiedere spiegazioni del disagio 
  • Stimolare la comunicazione non-verbale: tramite simboli, gesti, cartellini; 
  • Stimolare l’interazione sociale: individuare coetanei adatti con cui far giocare il bambino durante la ricreazione scolastica, far lavorare in piccoli gruppi, pianificare attività dove non siano necessarie attività verbali e che stimolino la socializzazione.

Strategie e trattamenti terapeutici

Tra le strategie terapeutiche più efficaci per trattare il mutismo selettivo troviamo:

  • Strategie comportamentali: desensibilizzazione – il bambino viene portato dal genitore dentro la scuola quando ancora ci sono poche persone, affinché possa prendere confidenza gradualmente, poi verranno fatti entrare insegnante e, via via, gli altri bambini.
  • Socializzazione: si favoriscono gli incontri a casa con i compagni di scuola, ma anche con gli e le insegnanti, per aiutare poi il bambino a sentirsi a suo agio con loro anche nel contesto scolastico.
  • Psicoterapia e Play Therapy: terapeuti qualificati conducono terapie basate sul gioco per far rilassare ed aprire il bambino, motivarlo alla relazione e allo scambio reciproco. Spesso è lo psicoterapeuta a coordinare la rete che attiene a tutti gli interventi (casa, scuola, servizi…).
  • Coinvolgimento della famiglia: i membri familiari devono essere coinvolti nel processo di trattamento del bambino affetto da mutismo. Spesso sono necessari cambiamenti negli stili e nelle aspettative genitoriali per andare incontro alle necessità del bambino: sintonizzarsi con le sue emozioni, individuare strategie condivise per incentivare un’esplorazione rispettosa.
  • Coinvolgere la scuola: gli insegnanti devono essere istruiti sul mutismo selettivo. All’inizio la non-verbalizzazione deve essere accettata. Quando il bambino mostra dei progressi si può incoraggiare la verbalizzazione con delicatezza. Si impara anche a non reagire in modo evidente alle prime verbalizzazioni che il bimbo fa con noi!

Conclusione

Il mutismo selettivo è un disturbo complesso che va oltre la semplice difficoltà di parlare. Comprendere le sue cause e lavorare su strategie che riducano l’ansia è fondamentale per aiutare il bambino a sentirsi più sicuro e a esprimersi in modo più libero. La chiave del trattamento risiede nel creare relazioni di fiducia, usando il corpo e il gioco come strumenti per abbattere le barriere della comunicazione e favorire un contatto autentico e privo di ansia.

Se sospetti che tuo figlio possa soffrire di mutismo selettivo, contatta uno specialista per iniziare un percorso di supporto adeguato.

Quali sono le cause del mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia con origini multifattoriali, legato a fattori genetici, ambientali e personali. Ansia, paura del giudizio, vergogna e senso di inadeguatezza sono le cause principali.

Come sbloccare un bambino dal mutismo selettivo?

Il trattamento prevede terapie graduali, come la desensibilizzazione e il gioco. Creare un ambiente sicuro, ridurre l’ansia e coinvolgere famiglia e insegnanti è fondamentale per aiutare il bambino a esprimersi.

Quando passa il mutismo selettivo?

Con il giusto supporto terapeutico, il mutismo selettivo può essere superato. Il tempo varia da bambino a bambino, ma progressi si osservano con un intervento precoce e mirato.

Come valutare un bambino con mutismo selettivo?

La valutazione richiede un’osservazione clinica e comportamentale, analizzando la capacità del bambino di comunicare in situazioni sociali specifiche, escludendo altri disturbi di sviluppo o linguaggio.

Per informazioni puoi scrivere qui