Riuscite a parlare con i vostri bimbi e bimbe, allievi e allieve, di alcuni aspetti legati alla salute mentale? Vi sembra necessario a volte, ma impossibile? Cosa mi salta in mente? è una piccola Guida che prova a raccontare la Salute Mentale, in particolare dell’ansia e della depressione, a bimbi e bimbe della scuola primaria, in modo serio e semplice insieme.
Le lettura è consigliata a partire dagli 8 anni ed insieme ad una persona adulta.
In questo articolo:
La storia e l’idea del progetto Cosa mi salta in mente?
Nell’ideare il progetto ho da subito focalizzato quanto non potessi occuparmi da sola della stesura dei contenuti. La prospettiva di avere un secondo sguardo dentro e sul processo di lavoro mi è parsa una variabile davvero significativa per la buona riuscita del progetto. Ho scelto quindi di coinvolgere Chiara Del Giudice, collega Psicologa e Psicoterapeuta, a tutti gli effetti co-autrice di questa Guida per bimbi e bimbe.
Insieme abbiamo dunque concordato due temi principali su cui focalizzare la nostra proposta: i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi.
Perché il focus su ansia e depressione
Risalendo un po’ alle basi della nostra comprensione del funzionamento umano, ci è sembrato fossero argomenti basilari, “mattoncini” da porre per poter poi trattare argomenti maggiormente complessi, nonché degli argomenti spesso citati e discussi in modo diffuso (anche se raramente in consapevolezza), da cui partire per fornire spunti di chiarificazione e conoscenza.
Spesso si sente nominare l’ansia, ma in quanti conoscono il valore adattativo di questa emozione?
Essere tristi è come essere depressi? La malattia mentale è una patologia per cui i “malati” si distinguono dai “sani”?
Individuando i nostri mattoncini, abbiamo poi definito come poter trattare questi due argomenti. Fin da subito era chiara, per entrambe, l’importanza di dare un taglio scientifico ai contenuti proposti: la forma era lavorabile in termini di accessibilità, ma i contenuti dovevano poter contare su una struttura concettuale forte e solida.
Abbiamo dunque fatto riferimento alle classificazioni diagnostiche, per enucleare i concetti che avremmo poi in un secondo momento semplificato, approfondendo le parti del DSM-5 (APA, 2014) corrispondenti agli argomenti da trattare.
Abbiamo deciso di partire dal manuale non tanto per ricorrere ad una distinzione minuziosa delle differenti tipologie di disturbo, quanto per prendere spunto, approfondire alcuni aspetti e per esemplificare alcuni concetti, ad esempio riportando alcuni casi possibili di disturbi d’ansia, correlati a costrutti specifici, mentre per i disturbi depressivi abbiamo per lo più approfondito il Disturbo Depressivo Maggiore.
Dalla nuova prospettiva dimensionale (ogni disturbo non viene considerato come categoria diagnostica rigida, ma come una dimensione possibile di tante sfaccettature differenti) abbiamo inoltre tratto spunto per raccontare quanto i disturbi mentali si pongano su un continuum, dove salute e patologia mentale non si costituiscano di contenuti diversi, quanto piuttosto di contenuti simili, ma diversi per durata e intensità.
La narrazione su ansia e tristezza adatta a bambini e ragazzi
Così abbiamo deciso di spiegare i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi partendo proprio dalla narrazione delle due emozioni cardine che da lì muovono: l’ansia e la tristezza. In questo modo, ci sembrava di poter lavorare più efficacemente su un processo di apprendimento che fosse il più possibile vicino all’esperienza concreta e di ogni giorno: guardo un po’ alla mia ansia, la riconosco, allora posso immaginarla di intensità, frequenza, durata differenti e così facendo posso immaginare come possa sentirsi una persona con un disturbo d’ansia.
In questo senso, abbiamo previsto un accompagnamento ad una piccola esplorazione di sé, prima di
approdare alla definizione di un disturbo, partendo dall’incarnata convinzione che “la
sperimentazione costituisce un’esperienza più completa di un puro esercizio cognitivo come la lettura” (Bara, 2018)
Non solo l’ansia e la tristezza sono emozioni di cui tutti, a tutte le età, facciamo esperienza, ma hanno anche una storia evolutiva importante. Nel testo dunque si è operata una graduale ricostruzione del perché queste due emozioni, con cui a tratti può essere faticoso stare, siano così importanti per noi.
E’ rivoluzionario spesso in terapia coglierne il senso positivo, l’utilità che hanno per ognuno. Abbiamo pensato di provare ad estendere il medesimo messaggio anche all’interno di questo lavoro.
Le emozioni sono come le onde
Per quanto riguarda il contenuto della pagina finale del testo, abbiamo pensato di rifarci ad un’immagine presa in prestito alle tecniche meditative e di Mindfulness: le onde che crescono, si infrangono, si rimpiccioliscono e cambiano.
In questo modo, abbiamo pensato di poter salutare il lettore con un messaggio rassicurante, ma che non definisse, evitando accuratamente di trasmettere il messaggio che “bisogna essere felici e stare bene a tutti i costi”.
Così l’omino che nel corso delle pagine è sempre emotivamente molto attivato, nella parte finale è raffigurato su una piccola barca, sulla superficie di un mare né piatto, né in tempesta, che possa rimandare alla connotazione emotiva che ognuno voglia darvi.



