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Come diagnosticare il disturbo borderline di personalità?

Come si diagnostica il disturbo borderline di personalità?
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Ritratto di Valeria Falovo - Psicologa e psicoterapeuta presso Centro Clinico Torino

Valeria Falovo

Biografia.

Il disturbo borderline ha ad oggi un’incidenza stimata fra il 2 e il 6% della popolazione e dal momento della sua comparsa in psicopatologia è stato fra i disturbi più rivisti, rivisitati e rivalutati nel corso di diversi decenni anni di ricerca.

È fondamentale che chi si occupa della diagnosi abbia una preparazione clinica e sia un professionista della salute mentale (psicologo, psicoterapeuta, psichiatra) poiché comprendere le sfaccettature e i dettagli del disturbo è un’operazione complessa e che richiede tempo.

Un possibile processo di diagnosi è quello della raccolta anamnestica tipica dei percorsi di psicoterapia. La professionista o il professionista raccolgono informazioni dal paziente sia sul suo stato attuale di salute – quindi sulla presenza di sintomi specifici – sia rispetto alla sua storia di sviluppo.

Sintomatologia e criteri per una diagnosi

Seguendo il DSM-5 quindi lo psicoterapeuta ricercherà la presenza di almeno 5 criteri sui 9 totali descritti dal manuale, durante i colloqui con il paziente. È un processo che può richiedere anche diverse sedute poiché spesso le persone che richiedono aiuto arrivano ai professionisti in fase acuta o di scompenso, rendendo più complesso il processo anamnestico e diagnostico.

Indagando sia la presenza, sia la storia dei sintomi – i quali secondo il DSM 5 devono comparire nella prima età adulta ma è possibile anche in adolescenza – la diagnosi può essere confermata dal clinico che provvederà poi a informare il paziente e pianificare i passaggi successivi.

Test per valutare un disturbo di personalità borderline: Millon Clinical Multiaxial Inventory

In area clinica è possibile anche l’utilizzo di test diagnostici, strumenti utili a indagare diverse aree del funzionamento del paziente e che possono rilevare sia la presenza di sindromi e sintomi, sia la presenza di un disturbo di personalità.

Al Centro Clinico Torino le professioniste possono utilizzare diversi test in base al caso di cui si occupano ma per indagare i disturbi di personalità viene principalmente utilizzato il Millon Clinical Multiaxial Inventory.

Il test consiste in una serie di affermazioni a cui il paziente risponde pensando alla situazione attuale con un Vero/Falso. Oltre a far emergere la presenza di sintomi di rilevanza clinica come Ansia, Depressione Maggiore, Distimia, il test consente di osservare il funzionamento di personalità della persona ed eventualmente di poter formulare una diagnosi.

9 Criteri per diagnosticare il disturbo borderline

Il Disturbo Borderline di Personalità è fra i più dibattuti nella comunità scientifica sin dalla sua prima formulazione: nasce infatti come definizione di un funzionamento che sta “al limite” – border appunto – fra le sindromi nevrotiche e quelle psicotiche.

Fra i sintomi indicati dal DSM-5 troviamo in primis la definizione di instabilità emotiva che ha portato alcuni autori a definire le personalità border come “stabilmente instabili”. Gli altri sintomi includono:

  1. Instabilità emotiva
  2. paura dell’abbandono
  3. relazioni instabili e intense basate su cicli di idealizzazione e svalutazione;
  4. instabilità nell’immagine e nel senso di Sé
  5. impulsività in almeno due aree come la sessualità, l’alimentazione, la guida pericolosa
  6. minacce, gesti o tentativi anticonservativi e/o autolesivi
  7. cambiamenti di umore repentini e instabilità emotiva in generale
  8. sentimenti di vuoto
  9. sintomi dissociativi

Ogni criterio rappresenta un’area complessa da indagare rendendo delicato il processo di diagnosi e di assessment davanti ad una persona con disturbo borderline di personalità: poter recuperare la presenza/assenza di sintomi e segni può richiedere tempo e delicatezza soprattutto se la persona arriva in terapia con l’urgenza di contenere l’intensità della sofferenza che avverte in quel momento.

Bisognerà quindi occuparsi di stabilizzare il paziente anche con l’aiuto di altri professionisti e servizi per la salute per poi occuparsi del processo diagnostico vero e proprio.

È quindi importante che la professionista possa servirsi dei diversi strumenti a disposizione e individuare la strategia più corretta per accogliere la persona e aiutarla a ritrovare il benessere.

Social network e disturbo della personalità borderline: attenzione alle auto-diagnosi

Sui social il disturbo borderline è molto dibattuto e in generale c’è una viva attenzione alle tematiche che riguardano la salute mentale, fenomeno che sta fortunatamente creando consapevolezza e sensibilizzazione verso la popolazione e aiutando ad abbattere stigma e pregiudizi.

Dall’altro lato è sempre più frequente che le persone si auto-diagnostichino disturbi e funzionamenti, arrivando spaventate e preoccupate poiché leggono sé stessi fra le righe di articoli, post e infografiche rintracciando la presenza di sintomi e criteri.

Ma il disturbo borderline è così complesso che seguendo le indicazioni del DSM è possibile individuare 256 combinazioni diverse.

Significa quindi che siamo davanti ad una grande eterogeneità all’interno della stessa categoria diagnostica e non è semplice destreggiarsi fra i criteri indicati e le modalità con cui questi si manifestano.

Esempi della complessità sintomatologica del disturbo borderline

Facciamo giusto un paio di esempi per comprendere quanto sia difficile – anche per un professionista – diagnosticare tale disturbo e come spesso le auto diagnosi confondano le normali problematiche umane con una sintomatologia tipica di un disturbo.

Primo esempio: l’immagine di sé instabile

“Immagine di Sé instabile” è una definizione che può trarre in inganno poiché non significa soltanto sentirsi a volte egoisti e a volte altruisti (confondendo la flessibilità con l’instabilità) ma comporta una vera e propria “influenza” di questa rappresentazione su tutto ciò che concerne l’emotività, la memoria e la meta-cognizione.

In altre parole, quando la persona borderline sente di essere una persona non meritevole non solo cambierà il suo stato emotivo interno ma tenderà anche a recuperare ricordi, informazioni su di sé e a narrare la sua storia in maniera parziale, cioè guidata da quello stato mentale-fisico-emotivo di inadeguatezza.

Secondo esempio: la paura dell’abbandono

Anche la paura dell’abbandono è una paura che in maniera trasversale potrebbe toccare qualsiasi essere umano poiché venir lasciati o esclusi è in maniera oggettiva un’esperienza destabilizzante e dolorosa. Questo potrebbe indurre alcuni lettori a identificarsi in questo criterio e a confermarlo nel processo di auto-diagnosi.

In realtà la persona con disturbo borderline di personalità compie sforzi attivi, macchinosi e spesso manipolatori al fine di evitare questo possibile abbandono e tende anche a percepirlo o leggerlo in dinamiche che non riguardano nello specifico una relazione affettiva. Ad esempio, sul lavoro ci si può sentire abbandonati quando non si partecipa alla riunione di un team diverso dal proprio e in cui per prassi non si viene inclusi.

Conclusioni per una diagnosi efficace

È quindi essenziale che la diagnosi venga condotta da un professionista in grado di valutare quali strumenti utilizzare, in che modo impostare il processo diagnostico e come occuparsi del processo di restituzione al paziente.

Come faccio a sapere se soffro di borderline?

Anche se ti riconosci nei sintomi, solo un professionista della salute mentale può confermare la diagnosi dopo una valutazione clinica approfondita.

Come viene diagnosticato il disturbo borderline?

Attraverso colloqui clinici e test diagnostici, seguendo i criteri del DSM-5, che richiedono la presenza di almeno 5 sintomi specifici su 9 totali. Purtroppo esistono oltre 250 combinazioni possibili di questi criteri, quindi è importante affidarsi a una psicoterapeuta.

Quando insorge il disturbo borderline?

Solitamente nella prima età adulta, ma può manifestarsi anche in adolescenza.

Come capire se mia figlia è borderline?

Anche se presenta una sintomatologia tipica del disturbo di personalità borderline e va oltre alla normale instabilità umana, devi rivolgerti a un professionista per una valutazione clinica, evitando auto-diagnosi.

Come si comporta un borderline in famiglia?

Può manifestare instabilità emotiva, difficoltà nelle relazioni e comportamenti impulsivi.

Come nasce il disturbo borderline?

Le cause possono includere fattori genetici, ambientali e traumatici, spesso legati a esperienze difficili nell’infanzia.

Come si comporta un borderline in amore?

Le relazioni possono essere caratterizzate da intensità emotiva, cicli di idealizzazione e svalutazione, e paura dell’abbandono.

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