Si apre in una nuova scheda

Disturbi dell'umore

I disturbi dell’umore sono tra le condizioni più comunemente diagnosticate in ambito psicoterapeutico. Sono caratterizzati dalla presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni somatiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo. Le differenze tra i vari disturbi dell’umore consistono nella durata, nella distribuzione temporale o nella presunta eziologia.

Caratteristiche diagnostiche

  • Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: Severe e ricorrenti esplosioni di collera verbali o comportamentali, sproporzionate rispetto all’intensità o alla durata della situazione.
  • Disturbo depressivo maggiore: Un periodo distinto di umore depresso o una perdita di interesse o piacere in quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, per almeno 2 settimane.
  • Disturbo depressivo persistente (distimia): Umore depresso per la maggior parte del giorno, per più giorni che no, per almeno 2 anni.
  • Disturbo disforico premestruale: Nella maggior parte dei cicli mestruali, la presenza di almeno cinque sintomi nella settimana prima delle mestruazioni, che iniziano a migliorare entro pochi giorni dall’inizio del flusso mestruale e si riducono al minimo o scompaiono nella settimana successiva alle mestruazioni.
  • Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: Umore depresso che si sviluppa durante o subito dopo l’intossicazione o l’astinenza da una sostanza.
  • Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: Un periodo significativo e persistente di umore depresso o una marcata diminuzione di interesse o piacere in tutte, o quasi tutte, le attività che domina il quadro clinico, che si ritiene dovuta a effetti fisiologici diretti di un’altra condizione medica.

Sviluppo e decorso

  • Disturbo bipolare I: L’età media di esordio del disturbo bipolare I è di 18 anni, ma gli episodi possono esordire in infanzia o nella tarda età adulta.
  • Disturbo bipolare II: L’età media di esordio è di circa 20 anni.
  • Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: Esordio tipico prima dei 10 anni.
  • Disturbo depressivo maggiore: Può esordire a qualsiasi età, l’età media di esordio è la tarda adolescenza fino ai 20 anni.
  • Disturbo depressivo persistente (distimia): L’esordio può essere in infanzia, fanciullezza o adolescenza. L’età media di esordio è di 21 anni.
  • Disturbo disforico premestruale: I sintomi in genere compaiono durante la tarda adolescenza o con l’inizio dei 20 anni.
  • Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: Il decorso e la prognosi dipendono in modo significativo dalla sostanza implicata e dalla presenza o assenza di un disturbo dell’umore comorbido.
  • Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: Lo sviluppo e il decorso del disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica segue generalmente il decorso della patologia sottostante.

Fattori di rischio e prognosi

  • Disturbo bipolare I: Fattori di rischio includono una storia familiare di disturbo bipolare e alti livelli di stress.
  • Disturbo bipolare II: Storia familiare di disturbo bipolare II.
  • Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: Temperamento con affettività negativa elevata, e alti livelli di sensibilità al rifiuto sociale.
  • Disturbo depressivo maggiore: Eventi di vita stressanti, come un lutto, un divorzio o la perdita del lavoro. Altri fattori di rischio includono una storia familiare di depressione, l’uso di sostanze e alcuni problemi di salute, come malattie cardiache, ictus o cancro.
  • Disturbo depressivo persistente (distimia): Storia familiare di depressione.
  • Disturbo disforico premestruale: Storia familiare di disturbo depressivo maggiore o disturbo disforico premestruale.
  • Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: L’uso di alcune sostanze, come alcol, benzodiazepine e oppioidi, può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo depressivo.
  • Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: Presenza di una condizione medica generale che è eziologicamente correlata al disturbo dell’umore.

Diagnosi differenziale

  • Disturbo bipolare I: Distinguere il disturbo bipolare I da altri disturbi che possono causare episodi maniacali o ipomaniacali, come il disturbo schizoaffettivo e il disturbo delirante.
  • Disturbo bipolare II: Distinguere il disturbo bipolare II dal disturbo depressivo maggiore, poiché entrambi i disturbi possono presentare episodi depressivi maggiori.
  • Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: Distinguere da altri disturbi che possono causare irritabilità e aggressività, come il disturbo da deficit di attenzione/iperattività e il disturbo oppositivo provocatorio.
  • Disturbo depressivo maggiore: Distinguere dalla tristezza normale, dal lutto e da altri disturbi che possono causare sintomi depressivi, come il disturbo d’ansia generalizzato e il disturbo da stress post-traumatico.
  • Disturbo depressivo persistente (distimia): Distinguere dal disturbo depressivo maggiore, poiché i sintomi sono simili ma meno gravi e più persistenti.
  • Disturbo disforico premestruale: Distinguere dalle normali variazioni dell’umore che si verificano durante il ciclo mestruale e da altri disturbi dell’umore, come il disturbo bipolare e il disturbo depressivo maggiore.
  • Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: Determinare se i sintomi depressivi sono causati dall’uso di sostanze o da un disturbo dell’umore preesistente.
  • Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: Stabilire se il disturbo dell’umore è eziologicamente correlato alla condizione medica generale.

È fondamentale una valutazione completa da parte di un professionista qualificato per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

Created by potrace 1.16, written by Peter Selinger 2001-2019 Created by potrace 1.16, written by Peter Selinger 2001-2019

Approfondimenti e Disturbi dell'umore

Nel panorama della psicoterapia, la comprensione dei propri meccanismi cognitivi ed emotivi gioca un ruolo cruciale nel percorso di guarigione e crescita personale. Tra gli strumenti più efficaci per sviluppare questa consapevolezza, il modello ABC, ideato dallo psicologo Albert Ellis nel...

ABC e CESPA Strumenti di Auto osservazione nella Terapia Cognitiva

Vertigini ricorrenti, sensazione di confusione mentale incluse inspiegabili perdite di memoria, pressione arteriosa alta, sono fra i sintomi più frequenti con cui le persone si recano dal medico o al pronto soccorso per ricevere cure e...

Vertigini, ipertensione, confusione sono sintomi da stress e ansia generalizzata

Per informazioni puoi scrivere qui