Disturbi depressivi
I Disturbi depressivi sono un gruppo di disturbi mentali caratterizzati da un umore triste, vuoto o irritabile, che interferisce significativamente con la capacità di funzionamento dell’individuo. Questi disturbi includono modificazioni somatiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo.
Caratteristiche diagnostiche
- Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: Severe e ricorrenti esplosioni di collera verbali o comportamentali, sproporzionate rispetto all’intensità o alla durata della situazione.
- Disturbo depressivo maggiore: Un periodo distinto di umore depresso o una perdita di interesse o piacere in quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, per almeno 2 settimane.
- Disturbo depressivo persistente (distimia): Umore depresso per la maggior parte del giorno per almeno 2 anni.
- Disturbo disforico premestruale: Nella maggior parte dei cicli mestruali, la presenza di almeno cinque sintomi nella settimana prima delle mestruazioni, che iniziano a migliorare entro pochi giorni dall’inizio del flusso mestruale e si riducono al minimo o scompaiono nella settimana successiva alle mestruazioni.
- Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: Umore depresso che si sviluppa durante o subito dopo l’intossicazione o l’astinenza da una sostanza.
- Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: Un periodo significativo e persistente di umore depresso o una marcata diminuzione di interesse o piacere in tutte, o quasi tutte, le attività che domina il quadro clinico, che si ritiene dovuta a effetti fisiologici diretti di un’altra condizione medica.
Sviluppo e decorso
- Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: L’esordio tipico si verifica prima dei 10 anni di età.
- Disturbo depressivo maggiore: Può esordire a qualsiasi età. L’età media di esordio è tra la tarda adolescenza e i 20 anni. La durata degli episodi depressivi maggiori è variabile, ma la maggior parte dura diversi mesi.
- Disturbo depressivo persistente (distimia): L’esordio può avvenire in infanzia, fanciullezza o adolescenza. L’età media di esordio è di 21 anni. Il decorso è in genere cronico e gli individui sperimentano spesso periodi di umore depresso per diversi anni.
- Disturbo disforico premestruale: I sintomi in genere compaiono durante la tarda adolescenza o con l’inizio dei 20 anni.
- Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: Il decorso e la prognosi dipendono in modo significativo dalla sostanza implicata e dalla presenza o assenza di un disturbo dell’umore in comorbilità.
- Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: Lo sviluppo e il decorso del disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica seguono generalmente il decorso della patologia sottostante.
Fattori di rischio e prognosi
- Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: I fattori di rischio includono un temperamento con elevata affettività negativa e alti livelli di sensibilità al rifiuto sociale.
- Disturbo depressivo maggiore: I fattori di rischio includono eventi di vita stressanti, una storia familiare di depressione, l’abuso di sostanze, alcuni problemi medici (come malattie cardiache, ictus o cancro).
- Disturbo depressivo persistente (distimia): Uno dei fattori di rischio più significativi è una storia familiare di depressione.
- Disturbo disforico premestruale: Storia familiare di disturbo depressivo maggiore o disturbo disforico premestruale.
- Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: L’uso di alcune sostanze, come alcol, benzodiazepine e oppioidi, può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo depressivo.
- Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: La presenza di una condizione medica generale che è eziologicamente correlata al disturbo dell’umore rappresenta un fattore di rischio.
Diagnosi differenziale
- Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: È importante differenziarlo da altri disturbi che possono causare irritabilità e aggressività, come il disturbo da deficit di attenzione/iperattività e il disturbo oppositivo provocatorio.
- Disturbo depressivo maggiore: Deve essere distinto dalla tristezza normale, dal lutto e da altri disturbi che possono causare sintomi depressivi, come il disturbo d’ansia generalizzato e il disturbo da stress post-traumatico.
- Disturbo depressivo persistente (distimia): La diagnosi differenziale si pone con il disturbo depressivo maggiore. I sintomi sono simili ma meno gravi e più persistenti nel disturbo depressivo persistente.
- Disturbo disforico premestruale: È importante differenziare il disturbo disforico premestruale dalle normali variazioni dell’umore che si verificano durante il ciclo mestruale e da altri disturbi dell’umore, come il disturbo bipolare e il disturbo depressivo maggiore.
- Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci: È fondamentale determinare se i sintomi depressivi sono causati dall’uso di sostanze o da un disturbo dell’umore preesistente.
- Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica: È necessario stabilire se il disturbo dell’umore è eziologicamente correlato alla condizione medica generale. Nel caso in cui l’esordio della condizione medica rappresenti un evento di vita stressante che potrebbe indurre sia un disturbo dell’adattamento sia un episodio depressivo maggiore, la diagnosi differenziale si pone con il disturbo dell’adattamento.
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