Disturbi del comportamento alimentare
I Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale.
Caratteristiche diagnostiche
- Pica: Ingestione persistente, per un periodo di almeno un mese, di sostanze senza contenuto alimentare e non commestibili (per es., carta, terra, gesso). L’ingestione è inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo (si suggerisce un minimo di 2 anni di età) e non fa parte di una pratica culturalmente sancita.
- Disturbo da ruminazione: Rigurgito ripetuto di cibo per un periodo di almeno un mese. Il cibo può essere rimasticato, ringoiato o sputato. Il rigurgito non è attribuibile a una condizione gastrointestinale o a un’altra condizione medica, e non si verifica esclusivamente durante anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating o disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo: Disturbo dell’alimentazione manifestato da una persistente incapacità di soddisfare le appropriate necessità nutrizionali e/o energetiche. Il disturbo è associato ad almeno uno dei seguenti aspetti: significativa perdita di peso, significativo deficit nutrizionale, dipendenza dall’alimentazione parenterale o da supplementi nutrizionali orali, oppure una marcata interferenza con il funzionamento psicosociale.
- Anoressia nervosa: Restrizione nell’assunzione di calorie in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso nel contesto di età, sesso, traiettoria di sviluppo e salute fisica. Il peso corporeo significativamente basso è definito come un peso inferiore al minimo normale oppure, per bambini e adolescenti, meno di quello minimo previsto. Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure persistente comportamento che interferisce con l’aumento di peso. Presenza di una significativa alterazione della percezione di sé relativa al peso e alla forma del corpo.
- Bulimia nervosa: Ricorrenti episodi di abbuffata e ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo. Per giustificare la diagnosi, gli episodi di abbuffata e le condotte compensatorie inappropriate devono verificarsi minimo una volta alla settimana per almeno 3 mesi.
- Disturbo da binge-eating: Ricorrenti episodi di abbuffate caratterizzati da una sensazione di perdita di controllo durante l’episodio e dalla presenza di tre o più dei seguenti aspetti: mangiare molto più rapidamente del normale; mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni; mangiare grandi quantità di cibo anche quando non si ha fame fisica; mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando; sentirsi disgustati verso se stessi, o molto in colpa dopo l’episodio. Marcato disagio riguardo alle abbuffate. Le abbuffate si verificano in media almeno una volta alla settimana per 3 mesi.
- Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione: Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. La categoria “con altra specificazione” è utilizzata in situazioni in cui il clinico sceglie di comunicare la ragione specifica per cui la manifestazione non soddisfa i criteri per nessuno specifico disturbo della nutrizione e dell’alimentazione (per es. bulimia nervosa a bassa frequenza).
- Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione senza specificazione: Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. La categoria “senza specificazione” è utilizzata in situazioni in cui il clinico sceglie di non specificare la ragione per cui i criteri per uno specifico disturbo della nutrizione e dell’alimentazione non sono soddisfatti, e comprende le manifestazioni in cui ci sono informazioni insufficienti per porre una diagnosi più specifica.
Sviluppo e decorso
- Il DSM-5 fornisce informazioni sullo sviluppo e decorso di alcuni disturbi dell’alimentazione. Ad esempio:
- Il disturbo da ruminazione può avere l’esordio durante la prima infanzia, l’infanzia, l’adolescenza o l’età adulta. Nei bambini, il disturbo va spesso incontro a remissione spontanea, ma può protrarsi ed esitare in emergenze mediche, risultando potenzialmente letale.
- Il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo si manifesta più comunemente nei bambini che negli adulti, e può esservi un lungo ritardo tra l’insorgenza e la manifestazione clinica. I fattori scatenanti la manifestazione variano considerevolmente e comprendono difficoltà fisiche, sociali ed emotive.
- L’anoressia nervosa in genere esordisce durante l’adolescenza o nella prima età adulta.
- La bulimia nervosa esordisce più comunemente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta.
- Il disturbo da binge-eating spesso esordisce durante l’adolescenza o nella prima età adulta, ma può esordire anche nell’infanzia o nella tarda età adulta.
Fattori di rischio e prognosi
- Fattori temperamentali: Ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi del neurosviluppo (in particolare disturbo dello spettro dell’autismo e disturbo da deficit di attenzione/iperattività) possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.
- Fattori ambientali: Abbandono, difficoltà nella regolazione e ritardo dello sviluppo possono aumentare il rischio di pica. L’ansia familiare e la presenza di disturbi dell’alimentazione nelle figure significative possono aumentare il rischio di disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.
- Fattori genetici e fisiologici: Storia di condizioni gastrointestinali e di allergie o intolleranze alimentari può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.
- Prognosi: La prognosi per i disturbi dell’alimentazione varia a seconda del disturbo specifico, della gravità dei sintomi e della tempestività del trattamento. Il trattamento precoce e adeguato può migliorare significativamente la prognosi.
Diagnosi differenziale
- Pica: È importante distinguere la pica dalle normali fasi di sviluppo in cui i bambini portano oggetti alla bocca. La pica va differenziata da pratiche culturali che prevedono l’ingestione di sostanze non nutritive.
- Disturbo da ruminazione: Il rigurgito nel disturbo da ruminazione va distinto da condizioni gastrointestinali come reflusso gastroesofageo, stenosi del piloro, ernia iatale e sindrome di Sandifer. Va inoltre differenziato da vomito autoindotto in anoressia nervosa e bulimia nervosa.
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo: Questo disturbo va distinto da condizioni mediche che possono causare restrizione nell’assunzione di cibo, come disturbi gastrointestinali, allergie e intolleranze alimentari e neoplasie occulte. Il disturbo va anche differenziato da altri disturbi mentali che possono presentare restrizione nell’assunzione di cibo, come anoressia nervosa, disturbo ossessivo-compulsivo, fobia specifica, disturbo d’ansia sociale e disturbo reattivo dell’attaccamento.
- Anoressia nervosa: Questo disturbo va distinto dal disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, in cui l’individuo non presenta paura di aumentare di peso o un’alterazione della percezione del proprio corpo.
- Bulimia nervosa: Questo disturbo va distinto dall’anoressia nervosa, in cui l’individuo mantiene un peso corporeo significativamente basso.
È fondamentale una valutazione completa da parte di un professionista qualificato per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

